Viaggio tra le torri campanarie situate ad Amaseno

E’ interessantissimo soffermarsi sulle torri campanarie delle chiese del paese, basta “leggere” in esse e secoli di storia appariranno distintamente sotto i nostri occhi. Conoscerle a fondo significa gettare le basi per nuovi ed accurati studi territoriali specifici per ricostruire l’antica San Lorenzo. Innanzi tutto è importante dire che citeremo alcune pubblicazioni del compianto padre Enrico Giannetta che ha gettato le basi per il lavoro di tutti gli altri numerosi storici locali che hanno studiato questo luogo. Partendo dalla bellissima collegiata si Santa Maria fino ad arrivare alla chiesa dell’Auricola che si trova fuori le mura, oltre l’urbe, i campanili meritano di essere analizzati singolarmente e di essere menzionati, dove necessario, come elementi totalmente staccati dalla chiesa stessa, che magari ha subito gli influssi di altre epoche o è stata sottoposta a distinte fasi di restauro.
Torniamo a Santa Maria: il suo maestoso ed imponente campanile si presenta perfettamente in raccordo con il resto della fabbrica, ma non è attaccato ad essa, infatti, dista circa un metro e mezzo dall’angolo della chiesa stessa. E’ costituito da quattro piani, realizzati come la stessa chiesa in pietra viva, segnati da cornici sagomate a gola, che si innalzano su pianta quasi quadrata. Molto preziose ed interessanti le finestre apposte su di esso, propriamente bifore a pilastro con archi a tutto sesto, le bifore superiori sono più ampie di quelle sottostanti. Mentre, per non cadere in terribili errori, bisogna immediatamente evidenziare che la guglia in laterizi è stata aggiunta dopo, non è contemporanea al campanile ma sicuramente è stata aggiunta alla fine del XIII secolo (non ha valore artistico). Di immenso valore storico-artistico e formale è anche la feritoia che si trova nella parte bassa della torre campanaria stessa. La presenza di una porta a tutto sesto da anni murata, che dà sulla piazza, sicuramente risale alle origini del campanile e forse attesta la tesi che una volta l’ingresso, e quindi la facciata della chiesa, era spostato. Ora la porta di ingresso al campanile si trova dall’altro lato.
Molto interessante il passo di Padre E. Giannetta a pag. 29 del libro “Le chiese di Amaseno”, quando a proposito proprio del campanile scrive: “tutte queste particolarità che possono sembrare anomalie strutturali, sono invece un documento storico molto importante, la prova evidente cioè che il campanile era collegato con la chiesa primitiva, distrutta nel 1165 e risalente molto probabilmente al secolo IX”.

Anche nella chiesa di San Pietro c’è un interessante campanile, ma la sua costruzione è forse anteriore alla chiesa stessa o a quel che ne rimane oggi. Si tratta di una torre molto robusta a pianta quadrata, a tre piani senza cuspide, di forma protoromanica, la sua struttura è fatta di pietra viva squadrata solo nei cantonali, marcapiani e finestre. Contrariamente a quello di santa Maria, qui le uniche aperture che troviamo sono monofore con arco a pieno centro, solo nel lato posteriore e varie bifore a pilastro. Oltretutto un cordolo agettante separa la cella campanaria dai due piani inferiori, che sul davanti presentano una feritoia ciascuno. Non si conosce bene la data di fondazione della chiesa, nemmeno sono ufficialmente documentate eventuali relazioni con il maniero attiguo, sta di fatto che la sua prima menzione risale alla seconda decade del XIV° secolo: è nominata infatti nel testamento del feudatario Riccardo dei Conti di Ceccano, datato del 1315, col quale si dispone il lascito di due benefici uno per la chiesa di Santa Maria, dove vorrebbe essere sepolto, ed un altro appunto per San Pietro, per un’istanza di suffragio per l’anima sua.
Sempre per quanto riguarda le chiese del centro è doveroso citare San Rocco, di recente costruzione il campanile risalente al 1927, è a pianta quadrata ed è formato da due piani sormontati da una guglia a piramide. Realizzato a mattoni rossi, non rientra nelle testimonianze antiche che costellano la nostra terra ma è un elemento a cui la gente è molto legata per culto e devozioni di San Rocco appunto, la cui festa è una delle più significative e caratteristiche che si svolgono ad Amaseno; il culto del santo col cane è molto diffuso nell’entroterra ciociaro.

Molto c’è da dire sulla bellissima chiesa dell’Auricola, le cui vicissitudini hanno portato l’antico e suggestivo monastero a varie fasi di ricostruzioni, ma parliamo del suo campanile che si trova alla fine della fiancata sinistra della chiesa, è alto elegante e di struttura complessa, infatti è ottagonale, a quattro piani coronato da un cornicione a mensole e sormontato da una snella ed affusolata guglia (cuspide) assembrata con squame, scaglie di lavagna a guisa di tegole. Per quanto riguarda le varie fasi di costruzione è noto che il magnifico monastero è anteriore al XIII° secolo, ma come si presenta oggi agli occhi dei visitatori è evidente che fu ricostruito completamente, ecco perché anche il campanile si confà all’unità stilistica in auge nel secolo scorso. E’ importante studiare ciò che esiste sul nostro territorio e soprattutto farne una memoria solo ed esclusivamente allo scopo di valorizzarlo, compiendo anche un passaggio di consegne con le nuove generazioni.

Fonte per le immagini 1 e 2.

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