Niente Wc nella bellissima cittadina turistica

Mercato di Amaseno
Mercato di Amaseno

Amaseno – “Il caldo tropicale amplifica il disagio – ha detto una commerciante di Latina – domenica scorsa è stata dura, veramente dura, ho dovuto lasciare il banco nelle ore di punta per recarmi al bagno più vicino che sta in un bar, quindi consumare più volte e ringraziare i gestori per la pazienza e cercare di acuire il mio disagio fisico. Assumo un forte diuretico – continua la donna – ed ho bisogno del bagno almeno tre volte a mattinata, non è una colpa essere in cura e non è una colpa voler lavorare”.
Il mercato domenicale di Amaseno, affollatissimo e fornito, con banchi provenienti anche dalla provincia di Latina, è uno dei mercati più frequentati del frusinate anche per la gastronomia, con mozzarelle, pane, dolci e carni di bufala, sia stagionate che fresche. Ebbene ad Amaseno non ci sono i bagni pubblici, nemmeno quelli chimici prefabbricati in occasione degli eventi più affollati. Come il mercato domenicale, appunto. Proteste e rabbia per uno dei paesi in cui il turismo è una delle risorse principali, ma non ci sono bagni pubblici, tanto che i turisti devono rifocillarsi presso i ristoranti, i bar o, da qualche mese, recarsi nei locali della sala parrocchiale per sfruttare i servizi igienici approntati per i pellegrini, ma il mercato è decentrato e quindi il problema si sente.

“Ci stavano due bagni sotto la piazza, parecchi anni fa, – ci ha raccontato una vecchietta – ora non ci sono più”. Ed ancora, parlano i commercianti. “Paghiamo per mettere il banco, ma in cambio non riceviamo nessun tipo di servizio. Non arrivano a capire che con questa crisi un mercato del genere va potenziato e non distrutto tra disagi e multe – ha detto il proprietario di uno dei banchi outlet più gettonati i cui incassi domenicali sembrano un sogno di questi tempi – in alcuni paesi della provincia di Latina ci portano le bottigliette d’acqua d’estate ed bagni sono collocati ogni tot banchi (dipende da quanti siamo)”. Gli altri commercianti che abbiamo sentito sarebbero d’accordo anche sui servizi igienici a pagamento, magari con un beauty point, o punto maquillage per signora con ampio specchio ed una piattaforma per poggiare gli oggetti. Purché ci siano. Un’idea da sfruttare?

Marco Bravo

Immagine di Virginio Panici

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