Domani torna nella sua terra d’origine L’Angelo di Amaseno

AMASENO – L’Angelo di Amaseno tornerà a dispiegare le ali nel suo paese d’origine, proprio alla vigilia del miracolo della liquefazione del Sangue di san Lorenzo. Dopo quasi cento anni e dopo che dovette essere venduto per riparare il tetto della Chiesa che lo custodiva. Un’opera d’arte preziosissima, degli inizi del 1200, di arte limosina, una scultura dorata su fondo impreziosito da oro e smalti policromi, che probabilmente fungeva da pannello di chiusura della cassetta dove era contenuto un tesoro ancora più prezioso, la reliquia del sangue prodigioso di san Lorenzo, presente già al momento della consacrazione della Collegiata gotico-cistercense di Santa Maria nel 1177. Prima della consacrazione dell’abbazia di Fossanova, avvenuta nel 1208, anno ed occasione in cui si crede che papa Innocenzo III donò l’Angelo alla chiesa di Amaseno, il vero modellino ispiratore del ben più suntuoso sito sacro cistercense del pontino, con cui i legami sono innegabili. Era il 1922 quando l’allora parroco, per impedire la rovina della Collegiata, decise di “sacrificare” il piccolo Angelo custode, perché consentisse la sopravvivenza di quella che era stata fino ad allora la sua dimora e proteggere il preziosissimo sangue del Diacono Lorenzo, patrono e protettore di Amaseno, la cui presenza tra i fedeli si rinnova ogni anno attraverso il miracolo della liquefazione. Fu venduto per duemila lire, una cifra oggi irrisoria, ma al tempo sufficiente allo scopo. L’Angelo di Amaseno, però, non è finito in una collezione privata, perché a prendersene cura per tutto questo tempo è stato il museo di Palazzo Venezia a Roma. E lì è stato sempre esposto, fino al 2015, quando, dopo la partecipazione alla Mostra sugli argenti sacri del Lazio, in Vaticano, è stato messo in deposito. Circostanza ha voluto che, grazie alla recente iniziativa del Mibact “depositi in Mostra”, è stato possibile contattare il museo di palazzo Venezia e chiederne l’esposizione ad Amaseno, nel frattempo dotatasi anch’essa di un museo. Così martedì 8 agosto, alle 18, in piazza Castello, i cittadini di Amaseno potranno dare il “ben tornato” al loro Angelo che rimarrà esposto nelle sale del Museo Castrum Sancti Laurentii per tre mesi. Grazie all’interessamento del sindaco Antonio Como che fin dall’inaugurazione del museo civico aveva creduto in questa eventualità. Oggi resa possibile dal placet di Edith Gabrielli, direttrice del Polo museale del Lazio e di Sonia Martone, direttrice del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. Saranno queste due istituzioni a curare l’allestimento della mostra, a provvedere al trasporto ed alla logistica dell’opera d’arte che rimarrà esposta per tutti gli amanti della Storia e dell’Arte. Sarà emozionante trovarsi di fronte all’Angelo con le ali dispiegate che, mentre con una mano sorregge un libro, con l’altra benedice. Un San Lorenzo davvero speciale per Amaseno.

MARCO BRAVO

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