Amaseno è piombata in un incubo

AMASENO – Si scaricano autobotti notte e giorno per rifornire il serbatoio principale della Torricella, è già stata isolata la zona dei Porcini allacciandola alla rete di Villa Santo Stefano e, nei prossimi giorni (con probabile inizio lunedì 28), verranno realizzati tre chilometri di rete partendo dalle Mole di Santo Stefano (800.000 euro il costo stimato), per collegare la Centrale di Fiumicello (Prossedi) alla condotta pubblica di Amaseno. Si tratta del piano di emergenza che il gestore Acqualatina sta implementando per “dissetare” Amaseno, nell’immediato. Poi, con calma, ma non troppa, si passerà a risolvere definitivamente il problema con interventi strutturali, probabilmente realizzando un campo pozzi capace di non lasciare più senz’acqua potabile il paese, tanto le famiglie quanto le aziende. Con tanto di studio idrogeologico e mappe. Ce lo comunica il sindaco Antonio Como, in continuo contatto con il gestore del servizio idrico integrato e con la segreteria tecnica dell’Ato 4 cui Amaseno appartiene, per fronteggiare un’emergenza che egli stesso ha definito drammatica, la più grave degli ultimi 100 anni. Nessuno credeva che Amaseno potesse rimanere a secco, ma il problema è che le sue sorgenti superficiali sono a secco, causa l’assenza prolungata di precipitazioni. Come si credeva, erroneamente, che il pozzo regionale di Capo d’Acqua avrebbe tamponato le emergenze, anzi, che, una volta resa potabile la sua acqua, l’avrebbe fornita a sufficienza a tutto il paese. Dal 2008, però, il gestore non aveva dato seguito a questi lavori di adeguamento. Finché dal settembre 2016, il sindaco Como ha suonato la sveglia e preteso che si
affrontasse la questione. Sono iniziate tutte le prove per capire se e come rendere potabile quell’acqua, e così si è scoperto che quei pozzi sono poco profondi, la loro acqua non è delle migliori (sarebbero stati necessari filtri costosi per purificarla), ma soprattutto non è inesauribile.Sono profondi una ottantina di metri e colmi non certo di acqua sorgente. Proprio mentre si studiavano, è arrivata la siccità che li ha prosciugati, costringendo a rivedere il tutto. Non si è scoraggiato il primo cittadino e, con vari interventi ed incontri, in conferenza dei sindaci come in Regione, ha ottenuto la modifica del piano degli investimenti di Acqualatina perché si anticipassero per l’emergenza sopraggiunta ma soprattutto è riuscito a far rientrare Amaseno tra i comuni dell’Ato 4 bisognosi di misure urgentissime, con disponibilità immediate dettate pure dallo stato di calamità naturale riconosciuta dalla Regione e dallo Stato. Grazie a questo nuovo piano si riesce ora ad implementare le misure stabilite in ATO4 per Amaseno, comunicate dalla Sto Lazio Meridionale al sindaco con nota ufficiale lo scorso 18 agosto, ampliata il 28 agosto. Il gestore ha ottenuto dalla Pisana l’utilizzo di un pozzo aggiuntivo del campo pozzi “Volaga” a Prossedi per potenziare la centrale idrica di Fiumicello e collegamento di Amaseno alla stessa. Nel frattempo si sta valutando anche la fattibilità dell’utilizzo dei pozzi in località Celma; si fanno analisi sulle acque di un pozzo privato con portata di 10 l/s per l’eventuale utilizzo. “Misure rese possibili grazie alla modifica del piano d’investimenti che ha liberato risorse subito spendibili – ci ha spiegato il sindaco Como – Non siamo rimasti certo a guardare e vorrei anche rassicurare i cittadini che questi costi, comprese le autobotti, non ricadranno certo su di loro, come ho sentito pure dire da qualcuno. Mi auguro che il riempimento del serbatoio riesca a raggiugere anche le zone alte del paese, comunque non lasceremo nessuno senz’acqua, il gestore mette a disposizione le autobotti e la nostra protezione civile arriva ad anziani e malati e non solo”.

Marco Bravo

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*