Crisi idrica, amministratori del PD del Sud Pontino chiedono le dimissioni dell’AD di Acqualatina Besson

Diversi amministratori della provincia di Latina del Partito Democratico, tra cui i sindaci di Formia e Castelforte, hanno chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato di Acqualatina, Raimondo Besson. Nel documento, che pubblichiamo integralmente, i firmatari sostengono che la crisi idrica di questa estate era ampiamente prevedibile, e che nulla è stato fatto per impedire che si arrivasse alla situazione attuale. Secondo quanto riportato nel documento il gestore non avrebbe messo in atto gli interventi volti a ridurre la dispersione idrica e gli interventi di manutenzione necessari al buon funzionamento della rete.

“Il Partito Democratico”, si legge ancora, “è pronto a sostenere eventuali azioni di class action degli utenti verso il gestore e fa appello al Presidente della Regione Lazio affinché sottoponga a verifica l’operato di Acqualatina S.p.A., sostenga l’aumento della quota pubblica, la riforma degli ambiti territoriali e la liquidazione della partnership privata del Gestore”.

“La siccità dell’estate 2017 era ampiamente prevedibile data la scarsa piovosità riscontrata nell’inverno scorso (ma già nel 2007 gli indici di piovosità erano inferiori alla media degli anni precedenti). La dispersione delle reti (68% nel sud della provincia ed il 58% nel nord) era già una realtà conosciuta da diversi anni. Oltre agli acquiferi di Mazzoccolo e Capodacqua, già alla metà degli anni ’90, negli studi realizzati per la progettazione della Pedemontana di Formia, erano stati individuati altri acquiferi di notevole portata come quelli compresi tra tomba di Cicerone e XXV ponti. L’emungimento di questi acquiferi ed il rifacimento della rete idrica erano in programma già dal 2010. Acqualatina, nella persona dell’Ing. Ennio Cima, ha inoltrato al Comune di Formia la richiesta di autorizzazione per i lavori di attivazione del pozzo dei XXV ponti, in data 28 Giugno 2017, quando ormai l’acqua scarseggiava e veniva razionata fin dalla prima settimana di Giugno. Quanto al rifacimento della rete idrica ammalorata quasi nulla è stato fatto nell’intero golfo.
Nel 2002, all’atto della presa in consegna degli impianti, Acqualatina s.p.a. rilevava una dispersione del 70% che si impegnava con un programma da realizzarsi in sei anni a ridurre alla fine del 2009 al 40%. Nulla di tutto questo è stato fatto, evidentemente. Finanche la nuova condotta idrica, realizzata a Formia (Via Vitruvio, per sostituire quella fatiscente di via La Vanga), non è stata mai attivata ed ora resta abbandonata ed irrecuperabile così come altre infrastrutture lasciate senza utilizzo in tutto il golfo. Quali sono state le ragioni (e le responsabilità) di queste mancate attivazioni? Quali sono le ragioni (e le responsabilità) per i mancati interventi di manutenzione che in questa estate hanno provocato il razionamento dell’acqua con disagi e danni alle persone ed alle attività economiche? E’ del tutto evidente quanto l’Ente Gestore non sia stato all’altezza del compito affidatogli.
Le convulse operazioni finalizzate ad aumentare la produzione di acqua potabile con il ricorso ai dissalatori, praticando modalità tecniche foriere di gravi danni ai fondali marini (Area Marina Protetta di Ventotene), sono ulteriori prove di sciatteria e negligenza tecnica. Non c’è alcun dubbio di trovarsi di fronte al fallimento della gestione degli acquedotti e della distribuzione idrica. L’intero impianto della gestione, dalla Dirigenza ai regolamenti, ai contratti, al personale deve cambiare; l’Ente Gestore, va interamente riformato e non è sufficiente la sola acquisizione di maggiori quote di parte pubblica. Vanno riformati gli ambiti territoriali in modo veramente ottimale, affinché i Comuni possano condividere obbiettivi e indirizzi comuni, chiudendo l’epoca dell’ordine sparso e della oggettiva debolezza nei confronti dalla parte privata e della sua “governance”.
Pertanto, chiediamo e sollecitiamo la richiesta di dimissioni dell’Amministratore Delegato, Ing. Raimondo Besson. I Comuni devono riappropriarsi della vigilanza, dei dati e di tutte le informazioni sulle attività eseguite dal Gestore sulle risorgive. Per tali ragioni il Partito Democratico sostiene ogni richiesta di risarcimento nei confronti di Acqualatina aderendo pienamente alla Class Action e ad ogni altra iniziativa di contestazione delle bollette portate avanti dagli avvocati del Sudpontino. A tale proposito occorre evitare ogni iniziativa, come il non pagamento delle fatture, che fornisca pretesti all’ Ente Gestore per sottrarsi alle sue responsabilità, lasciando le famiglie indifese di fronte ad eventuali contenziosi legali. A tale proposito saremo presenti con banchetti nelle piazze per fornire gli appositi moduli di contestazione.
Infine facciamo appello al Presidente della Regione Lazio affinché sottoponga a verifica l’operato di Acqualatina S.p.A., sostenga l’aumento della quota pubblica, la riforma degli ambiti territoriali e la liquidazione della partnership privata del Gestore”.
I sottoscritti:
Clide Rak Coordinatrice Cittadina Formia, Francesco Carta Coordinatore Circolo “Piancastelli – Diana” Formia, Ernesto Schiano – Maria De Meo Consiglieri Comunali Formia, Sandro Bartolomeo Sindaco di Formia, Patrizia Menanno Delegata Comune Formia, Giancarlo Cardillo Sindaco di Castelforte, Giuseppe Rosato – Cesare Ciorra – Simone Mignano – Mary Falso Consiglieri Comunali Castelforte, Alessandro Apuca Giovani Democratici Formia, Michele Mottola Giovani Democratici Gaeta, Matteo Marcaccio Consigliere Comunale Minturno, Mimma Nuzzo Ass. Comune Minturno, Civita Paparello Consigliera Comunale Fondi, Pasquale Bernardo e Umberto Matrone Consiglieri Comunali Ventotene.

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“Il Partito Democratico”, si legge ancora, “è pronto a sostenere eventuali azioni di class action degli utenti verso il gestore e fa appello al Presidente della Regione Lazio affinché sottoponga a verifica l’operato di Acqualatina S.p.A., sostenga l’aumento della quota pubblica, la riforma degli ambiti territoriali e la liquidazione della partnership privata del Gestore”.

“La siccità dell’estate 2017 era ampiamente prevedibile data la scarsa piovosità riscontrata nell’inverno scorso (ma già nel 2007 gli indici di piovosità erano inferiori alla media degli anni precedenti). La dispersione delle reti (68% nel sud della provincia ed il 58% nel nord) era già una realtà conosciuta da diversi anni. Oltre agli acquiferi di Mazzoccolo e Capodacqua, già alla metà degli anni ’90, negli studi realizzati per la progettazione della Pedemontana di Formia, erano stati individuati altri acquiferi di notevole portata come quelli compresi tra tomba di Cicerone e XXV ponti. L’emungimento di questi acquiferi ed il rifacimento della rete idrica erano in programma già dal 2010. Acqualatina, nella persona dell’Ing. Ennio Cima, ha inoltrato al Comune di Formia la richiesta di autorizzazione per i lavori di attivazione del pozzo dei XXV ponti, in data 28 Giugno 2017, quando ormai l’acqua scarseggiava e veniva razionata fin dalla prima settimana di Giugno. Quanto al rifacimento della rete idrica ammalorata quasi nulla è stato fatto nell’intero golfo.
Nel 2002, all’atto della presa in consegna degli impianti, Acqualatina s.p.a. rilevava una dispersione del 70% che si impegnava con un programma da realizzarsi in sei anni a ridurre alla fine del 2009 al 40%. Nulla di tutto questo è stato fatto, evidentemente. Finanche la nuova condotta idrica, realizzata a Formia (Via Vitruvio, per sostituire quella fatiscente di via La Vanga), non è stata mai attivata ed ora resta abbandonata ed irrecuperabile così come altre infrastrutture lasciate senza utilizzo in tutto il golfo. Quali sono state le ragioni (e le responsabilità) di queste mancate attivazioni? Quali sono le ragioni (e le responsabilità) per i mancati interventi di manutenzione che in questa estate hanno provocato il razionamento dell’acqua con disagi e danni alle persone ed alle attività economiche? E’ del tutto evidente quanto l’Ente Gestore non sia stato all’altezza del compito affidatogli.
Le convulse operazioni finalizzate ad aumentare la produzione di acqua potabile con il ricorso ai dissalatori, praticando modalità tecniche foriere di gravi danni ai fondali marini (Area Marina Protetta di Ventotene), sono ulteriori prove di sciatteria e negligenza tecnica. Non c’è alcun dubbio di trovarsi di fronte al fallimento della gestione degli acquedotti e della distribuzione idrica. L’intero impianto della gestione, dalla Dirigenza ai regolamenti, ai contratti, al personale deve cambiare; l’Ente Gestore, va interamente riformato e non è sufficiente la sola acquisizione di maggiori quote di parte pubblica. Vanno riformati gli ambiti territoriali in modo veramente ottimale, affinché i Comuni possano condividere obbiettivi e indirizzi comuni, chiudendo l’epoca dell’ordine sparso e della oggettiva debolezza nei confronti dalla parte privata e della sua “governance”.
Pertanto, chiediamo e sollecitiamo la richiesta di dimissioni dell’Amministratore Delegato, Ing. Raimondo Besson. I Comuni devono riappropriarsi della vigilanza, dei dati e di tutte le informazioni sulle attività eseguite dal Gestore sulle risorgive. Per tali ragioni il Partito Democratico sostiene ogni richiesta di risarcimento nei confronti di Acqualatina aderendo pienamente alla Class Action e ad ogni altra iniziativa di contestazione delle bollette portate avanti dagli avvocati del Sudpontino. A tale proposito occorre evitare ogni iniziativa, come il non pagamento delle fatture, che fornisca pretesti all’ Ente Gestore per sottrarsi alle sue responsabilità, lasciando le famiglie indifese di fronte ad eventuali contenziosi legali. A tale proposito saremo presenti con banchetti nelle piazze per fornire gli appositi moduli di contestazione.
Infine facciamo appello al Presidente della Regione Lazio affinché sottoponga a verifica l’operato di Acqualatina S.p.A., sostenga l’aumento della quota pubblica, la riforma degli ambiti territoriali e la liquidazione della partnership privata del Gestore”.
I sottoscritti:
Clide Rak Coordinatrice Cittadina Formia, Francesco Carta Coordinatore Circolo “Piancastelli – Diana” Formia, Ernesto Schiano – Maria De Meo Consiglieri Comunali Formia, Sandro Bartolomeo Sindaco di Formia, Patrizia Menanno Delegata Comune Formia, Giancarlo Cardillo Sindaco di Castelforte, Giuseppe Rosato – Cesare Ciorra – Simone Mignano – Mary Falso Consiglieri Comunali Castelforte, Alessandro Apuca Giovani Democratici Formia, Michele Mottola Giovani Democratici Gaeta, Matteo Marcaccio Consigliere Comunale Minturno, Mimma Nuzzo Ass. Comune Minturno, Civita Paparello Consigliera Comunale Fondi, Pasquale Bernardo e Umberto Matrone Consiglieri Comunali Ventotene.

Diversi amministratori della provincia di Latina del Partito Democratico, tra cui i sindaci di Formia e Castelforte, hanno chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato di Acqualatina, Raimondo Besson. Nel documento, che pubblichiamo integralmente, i firmatari sostengono che la crisi idrica di questa estate era ampiamente prevedibile, e che nulla è stato fatto per impedire che si arrivasse alla situazione attuale. Secondo quanto riportato nel documento il gestore non avrebbe messo in atto gli interventi volti a ridurre la dispersione idrica e gli interventi di manutenzione necessari al buon funzionamento della rete.

“Il Partito Democratico”, si legge ancora, “è pronto a sostenere eventuali azioni di class action degli utenti verso il gestore e fa appello al Presidente della Regione Lazio affinché sottoponga a verifica l’operato di Acqualatina S.p.A., sostenga l’aumento della quota pubblica, la riforma degli ambiti territoriali e la liquidazione della partnership privata del Gestore”.

“La siccità dell’estate 2017 era ampiamente prevedibile data la scarsa piovosità riscontrata nell’inverno scorso (ma già nel 2007 gli indici di piovosità erano inferiori alla media degli anni precedenti). La dispersione delle reti (68% nel sud della provincia ed il 58% nel nord) era già una realtà conosciuta da diversi anni. Oltre agli acquiferi di Mazzoccolo e Capodacqua, già alla metà degli anni ’90, negli studi realizzati per la progettazione della Pedemontana di Formia, erano stati individuati altri acquiferi di notevole portata come quelli compresi tra tomba di Cicerone e XXV ponti. L’emungimento di questi acquiferi ed il rifacimento della rete idrica erano in programma già dal 2010. Acqualatina, nella persona dell’Ing. Ennio Cima, ha inoltrato al Comune di Formia la richiesta di autorizzazione per i lavori di attivazione del pozzo dei XXV ponti, in data 28 Giugno 2017, quando ormai l’acqua scarseggiava e veniva razionata fin dalla prima settimana di Giugno. Quanto al rifacimento della rete idrica ammalorata quasi nulla è stato fatto nell’intero golfo.
Nel 2002, all’atto della presa in consegna degli impianti, Acqualatina s.p.a. rilevava una dispersione del 70% che si impegnava con un programma da realizzarsi in sei anni a ridurre alla fine del 2009 al 40%. Nulla di tutto questo è stato fatto, evidentemente. Finanche la nuova condotta idrica, realizzata a Formia (Via Vitruvio, per sostituire quella fatiscente di via La Vanga), non è stata mai attivata ed ora resta abbandonata ed irrecuperabile così come altre infrastrutture lasciate senza utilizzo in tutto il golfo. Quali sono state le ragioni (e le responsabilità) di queste mancate attivazioni? Quali sono le ragioni (e le responsabilità) per i mancati interventi di manutenzione che in questa estate hanno provocato il razionamento dell’acqua con disagi e danni alle persone ed alle attività economiche? E’ del tutto evidente quanto l’Ente Gestore non sia stato all’altezza del compito affidatogli.
Le convulse operazioni finalizzate ad aumentare la produzione di acqua potabile con il ricorso ai dissalatori, praticando modalità tecniche foriere di gravi danni ai fondali marini (Area Marina Protetta di Ventotene), sono ulteriori prove di sciatteria e negligenza tecnica. Non c’è alcun dubbio di trovarsi di fronte al fallimento della gestione degli acquedotti e della distribuzione idrica. L’intero impianto della gestione, dalla Dirigenza ai regolamenti, ai contratti, al personale deve cambiare; l’Ente Gestore, va interamente riformato e non è sufficiente la sola acquisizione di maggiori quote di parte pubblica. Vanno riformati gli ambiti territoriali in modo veramente ottimale, affinché i Comuni possano condividere obbiettivi e indirizzi comuni, chiudendo l’epoca dell’ordine sparso e della oggettiva debolezza nei confronti dalla parte privata e della sua “governance”.
Pertanto, chiediamo e sollecitiamo la richiesta di dimissioni dell’Amministratore Delegato, Ing. Raimondo Besson. I Comuni devono riappropriarsi della vigilanza, dei dati e di tutte le informazioni sulle attività eseguite dal Gestore sulle risorgive. Per tali ragioni il Partito Democratico sostiene ogni richiesta di risarcimento nei confronti di Acqualatina aderendo pienamente alla Class Action e ad ogni altra iniziativa di contestazione delle bollette portate avanti dagli avvocati del Sudpontino. A tale proposito occorre evitare ogni iniziativa, come il non pagamento delle fatture, che fornisca pretesti all’ Ente Gestore per sottrarsi alle sue responsabilità, lasciando le famiglie indifese di fronte ad eventuali contenziosi legali. A tale proposito saremo presenti con banchetti nelle piazze per fornire gli appositi moduli di contestazione.
Infine facciamo appello al Presidente della Regione Lazio affinché sottoponga a verifica l’operato di Acqualatina S.p.A., sostenga l’aumento della quota pubblica, la riforma degli ambiti territoriali e la liquidazione della partnership privata del Gestore”.
I sottoscritti:
Clide Rak Coordinatrice Cittadina Formia, Francesco Carta Coordinatore Circolo “Piancastelli – Diana” Formia, Ernesto Schiano – Maria De Meo Consiglieri Comunali Formia, Sandro Bartolomeo Sindaco di Formia, Patrizia Menanno Delegata Comune Formia, Giancarlo Cardillo Sindaco di Castelforte, Giuseppe Rosato – Cesare Ciorra – Simone Mignano – Mary Falso Consiglieri Comunali Castelforte, Alessandro Apuca Giovani Democratici Formia, Michele Mottola Giovani Democratici Gaeta, Matteo Marcaccio Consigliere Comunale Minturno, Mimma Nuzzo Ass. Comune Minturno, Civita Paparello Consigliera Comunale Fondi, Pasquale Bernardo e Umberto Matrone Consiglieri Comunali Ventotene.

Immagine di inliberauscita.it

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