… non si trova soluzione

AMASENO – Amaseno è ancora in emergenza idrica. Riesce a dissetare 14.000 bufale ma non i suoi 5000 abitanti. L’acqua nelle case del centro storico, ma anche in alcune località dell’alta periferia, continua a non arrivare. Anche dove arriva, comunque, non è ancora potabile. Nonostante gli sforzi, il dispiegamento massiccio di uomini, mezzi e soldi da parte del gestore Acqualatina. Nonostante la dichiarazione di calamità ormai datata, con i conseguenti piani di emergenza, chi non aveva l’acqua a giugno continua a non averla oggi. Continuano le prenotazioni in comune per il rifornimento domiciliare delle cisterne, continua il via vai ai punti fissi messi a disposizione della cittadinanza, continuano i viaggi delle ciociare non più con i conconi, ma con i passeggini trasformati in strumenti da carico, continuano i disagi delle attività commerciali e ricettive, continuano le spole delle autobotti per cercare di caricare il serbatoio della Torricella, come continuano le speranze che la situazione si sistemerà a breve. Speranze che sembrano però doversi trasformare in illusioni. Perché, terminati i lavori per il collegamento con la centrale di Fiumicello,l’acqua continua a non arrivare, è insufficiente a soddisfare il fabbisogno di Amaseno (a Villa e Giuliano, allacciate alla stessa centrale, non è mai mancata). Almeno non in tutta la rete in maniera accettabile. Non c’è pressione sufficiente, non esiste una turnazione chiara ed efficiente, capace di tappare le falle di un trimestre fatto vivere all’asciutto al cuore della cittadina.

Nonostante il cartello elettronico per gli avvisi, sistemato in piazza XI Febbraio per le informazioni agli utenti, non si conosce il calendario delle eventuali erogazioni e interruzioni, tutto rimane al passaparola. Il vero problema è che continua a non piovere, ma ci si ostina a voler sfruttare le sorgenti superficiali che, comunque, hanno dimostrato di essere ormai inaffidabili. In attesa dell’individuazione del campo pozzi di Amaseno, pure previsto nel piano di emergenza, capace di trovare l’acqua come hanno fatto tante aziende e tanti cittadini che vivono in campagna. Perché non potrebbero certo sopravvivere 14000 bufale senza approvvigionamenti idrici adeguati. La prova, questa, che Amaseno l’acqua ce l’ha. Ma in profondità, evidentemente. Sebbene con il collegamento quasi milionario di Fiumicello (800.000 euro stimati per 2,5 km di condotta ed accessori), la situazione sembri un po’ migliorata, non si riesce ad uscire dall’emergenza e così si continua ad andare avanti con botti, cisterne e taniche. A pagare i maggiori disagi sempre il centro storico che, attualmente, è il terminale di una rete che, invece, con il vecchio serbatoio demolito, prendeva subito l’acqua. Eppure nessun nuovo intervento sulla rete, come nessun lavoro per creare settori isolabili, che annulla anche la possibilità di eventuali serbatoi di quartiere.

Marco Bravo

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