Strade: Oltre i disagi … l’inadempienza

AMASENO – Viabilità – Non saremo in val Padana, ma in queste sere anche i cittadini della valle dell’Amaseno e di una porzione della Valle delle Sacco hanno fatto i conti con la nebbia. Banchi fitti ed impenetrabili, soprattutto sui tratti viari a ridosso di torrenti e fiumi, un vero dramma. Bordi strada invisibili e coperti di terriccio hanno causato disagi, fastidi enormi ed insidie, addirittura alcune auto sono state costrette a fermarsi. Andiamo nello specifico, parliamo del tratto di strada tra Castro dei Volsci e Ceprano e di quello tra Amaseno e Villa Santo Stefano, coinvolte comunali ma anche provinciali, rispettivamente la Caragno e la Guglietta Vallefratta. Un’epopea fatta di spostamenti difficili e scomodi a bassissima velocità e col rischio di finire sotto un fosso. Nonostante siano arterie limitrofe a fiumi, il Sacco e l’Amaseno rispettivamente, ma anche i vari torrenti di confluenza, nessuno ha mai pensato a mettere vere e proprie misure anti nebbia nei tratti più a rischio. Pannelli distanziometrici, particolari catarifrangenti per le curve a gomito e soprattutto indicazioni precise e dettagliate per i tratti più insidiosi. Chi viene da fuori e non conosce bene la strada, è costretto a fermarsi, come ad esempio al bivio dei Porcini, o al Ponte nuovo (pericolosissimo tratto famoso per gli incidenti, anche mortali). Come ancora “sensibile” è il tratto che congiunge la stazione di Castro con il bivio di Pofi, via Caragno con Ceprano e la strada provinciale che collega Villa Santo Stefano al bivio per Priverno, Prossedi ed Amaseno, mai aggiustata e mai messa in sicurezza nel punto franato da ben tre anni. Lamentele enormi da parte di studenti e pendolari che sono costretti ad affrontare problemi di ogni tipo per recarsi a destinazione. Poi, molti cittadini ci fanno presente che nella rete viaria dell’entroterra esiste mancanza assoluta di segnaletica di pubblica utilità e non tutte le zone sono coperte dalla telefonia mobile e da Google maps. Insomma, mancano riferimenti a guardie mediche, ospedali, farmacie e numeri di pubblica sicurezza. Marco Bravo

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