Il Sacco dei veleni

Castro dei Volsci – Insenatura ponte sul Sacco – Che il Sacco è inquinato oramai è storia, che è una bomba chimica non si discute, ma è bene soffermarsi anche su un altro tipo di inquinamento: l’immondizia che sommerge gli argini. La puzza non si vede ma le tonnellate e tonnellate di plastiche varie che i cittadini ci segnalano tra Ceccano, Castro, Pofi e Ceprano è davvero da non credere. Basta osservare il fiume, ad esempio dal ponte della Mola, a Castro dei Volsci. Tutti si chiedono chi getta barili, flaconi, buste, elettrodomestici, insomma rifiuti di ogni genere, assimilabili agli urbani ma anche pericolosi. L’inquinamento chimico non si vede, oramai è tutto compromesso da una serie di veleni e già si sa … ma l’immondizia spicciola che non accenna a diminuire nonostante tutte le costose bonifiche degli argini a chi è dovuto? Le persone che dai vari paesi ci segnalano questo scempio rimarcano la differenza tra i vari tipi di inquinamento e la mancanza assoluta di buon senso ecologico perché tanta immondizia ben depositata sugli argini è recente, si possono vedere oggetti e flaconi di plastica di tutti i tipi risalenti a qualche anno fa e questo significa che il fiume Sacco viene usato quotidianamente da tutti per disfarsi di rifiuti speciali ed ingombranti o magari per avere la meglio sulla raccolta differenziata, che a più di qualcuno proprio non va giù. Oltre ai flaconi di detersivi e saponi di ultima generazione sugli argini campeggiano oggetti di tutti i tipi, contornati dalla solita schiuma. Non ci vuole una scienza a dedurre che nell’uso comune dei cittadini è entrato l’atto di buttare tutto al fiume che già tanto è inquinato, che tanto è irrecuperabile che tanto ha gli argini pieni di nutrie, cinghiali ed immondizie e che non si può fare più niente. Danno su danno….immondizia su inquinamento ….ecco la foto attuale di un disastro ambientali senza eguali. Ci vuole cultura ecologica altrimenti nessuna campagna di bonifica potrà avere mai successo. Marco Bravo

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