Il sindaco Antonio Como interviene sugli aumenti Tari 2019

Il primo cittadino ribadisce gli sforzi fatti dall’amministrazione per avviare la differenziata e non gravare sui contribuenti

I ritocchi tariffari della Tari 2019, la tassa sui rifiuti urbani, ad Amaseno sarebbero la conseguenza dell’aumento deciso quest’anno per lo smaltimento nella discarica di Colfelice. E’ quanto è tornato a ribadire il sindaco Antonio Como, che abbiamo ascoltato dopo le accuse di “incapacità amministrativa” avanzate dalla minoranza consiliare di Amaseno 2013.  In particolare, il consigliere Vittorio De Lellis aveva addebitato gli aumenti tariffari 2019 (circa il 10% in media) al ritardato avvio della differenziata che, oggi, avrebbe potuto garantire ribassi come accade in altri comuni. Il primo cittadino, invece, insiste che il comune di Amaseno, prima di adesso, avrebbe dovuto sostenere alti costi per l’avvio del servizio, legati soprattutto all’acquisto del necessario alla raccolta, costi che sarebbero ricaduti pari pari sui cittadini. Questo perché le spese della raccolta dei rifiuti urbani vanno ripartite per intero sugli utenti, per legge: tanto si spende tanto si paga, non un euro di più non uno di meno. Con l’ottenimento negli anni scorsi di un finanziamento dalla Provincia di circa  90.000 euro per acquisto di mastelli ed altro,  utili per la raccolta differenziata,  si è riusciti a scongiurare  in parte anche il rincaro legato alle alte spese di avviamento della stessa, cosa che non è stata possibile con l’attuale aumento di costi di conferimento alla SAF che sono passati da 103 a 138 euro a tonnellata rispetto agli anni precedenti. Sempre sulla possibilità di partire prima, negli anni passati,  con la differenziata,  il sindaco ricorda  che Amaseno era tra i paesi pionieri in Ciociaria di un progetto intercomunale, che la Provincia aveva accordato a sostenere economicamente con  un corposo finanziamento.  Nel 2009, però, col cambio dei vertici provinciali, di quel finanziamento di ben 250.000 euro si sarebbe persa traccia, tanto da non essere più erogato. Per questo motivo si è dovuto andare alla ricerca di nuovi fondi per non gravare sulle tasche dei cittadini e, in ultimo, la necessità anche di rifare il bando, questa volta di tipo europeo, per l’assegnazione del nuovo servizio. Ora gli uffici comunali preposti  stanno mettendo in atto tutto quello che è previsto nel capitolato di appalto  per accelerare la data di inizio del servizio  aggiudicato già da tempo.  <<Abbiamo fatto tutti gli sforzi possibili e in buona parte ci siamo riusciti, ad aver contenuto gli aumenti sulla Tari 2019 – tiene a sottolineare il sindaco Antonio Como –Il rincaro non è certo dipeso da una nostra scelta politica, piuttosto da aumenti che abbiamo dovuto subire anche noi dalla SAF, con il rincaro del costo di conferimento che è passato da 103 a 138 Euro a tonnellata. Ricordo, invece, che nel  2000 , la scelta politica di allora di  non aderire al Consorzio Basso Lazio non fece beneficiare il comune di Amaseno  del ribasso riservato ai comuni associati, cosa questa che  provocò  un rincaro nelle bollette dei cittadini fino all’anno  2002, quando anche il comune di Amaseno aderì al Consorzio. Quella sì che fu una scelta politica  e non un obbligo come quello di oggi derivante dall’aumento dei costi di conferimento alla SAF. Ricordo inoltre – continua il primo cittadino a proposito di scelte politiche – che nel 2004 chi oggi strepita per la tariffa dell’immondizia, si rese protagonista di una denuncia alla Corte dei Conti, perché (anche allora) a seguito dell’aumento del costo di conferimento (che passò da euro 59 ad euro 94 a tonnellata), l’amministrazione Boni non riversò sulla tariffa tale maggior costo trovando risorse alternative. Allora si è potuto fare perché le regole erano diverse dato che si poteva coprire una percentuale ridotta del costo. Oggi questo non è più possibile. Lavoriamo, perciò,  all’avvio del progetto  della differenziata,  per  cercare di contenere di molto i rincari>>. MB

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