L’arte contemporanea di Natalina Palombi al Macro di Roma

La mostra “Immatericità del colore – John Cage visioni dipinte” sarò curata da Elio Corsi

Dal 14 al 16 maggio prossimo, presso il Museo d’arte contemporanea “Macro Asilo” di Roma, si terrà la mostra di Natalina Palombi, stimata artista di Castro dei Volsci, dal titolo “Immatericità del colore – John Cage visioni dipinte”. La mostra sarà curata da Elio Corsi, anch’egli artista e direttore della biblioteca di Castro dei Volsci, nell’ambito della rassegna “Incontro Clandestini dell’arte#4”. Un’occasione da non perdere per gli amanti dell’arte contemporanea.

“John Cage visioni dipinte”

Trasparenze del silenzio: non è nulla, è un nonnulla che si svuota e si fa per spostamento, per concentrazione di complessità, per astrazioni visibili e non allunga la mano per sfiorare l’acqua, dando vita, con questo gesto, a uno spartito inedito. Nel gesto di Cage si condensa il rifiuto della scrittura su carta pentagrammata, dove i suoni musicali hanno avuto per lungo tempo uno spazio in cui stabilire i loro rapporti. Ora, questo rifiuto è stato possibile solo quando il musicista ha gettato gli spartiti nel mare per far sì che l’acqua diluisse lo spazio musicale. Poco a poco, le linee che formavano il quaderno di musica persero i loro colori fino al punto in cui, finalmente, restava solo il bianco.

Natalina Palombi

All’immatericità dei colori

Artista ascetica al di fuori della tradizione, vive l‘arte in maniera intima e personale nelle campagne del centro Italia, raramente mostra i suoi lavori a cui è molto legata.

Lo spazialismo ambientale e le sonorità dalla natura sono l’essenza delle sue opere. L’arte non è nulla; è un nulla che si svuota e si fa narrazione fantasiosa, intreccio di un’opera di immaginazione, una riflessione muta. È un artista che sperimenta nuovi concetti, dal figurativo attraverso una costante ricerca della forma in un continuo di movimenti cosmici, che uniti alle forme dei colori monocromi creano un impatto sonoro, un’idea di ripetizione come il linguaggio di sensazioni ripetute all’infinito, con una costante ricerca degli elementi essenziali dell’arte tramite elementi poveri ma sostanziali. Lei continua a tessere la sua realtà fatta di colori, carte, plastica e corda per annodare la vita come fosse una suoneria, una armonia dilatata all’infinito, senza inizio ne’ fine, ma vitale per comprendere l’arte che fa da ponte nel concetto.

Natalina è un’artista senza tempo ne’ spazio e il suo è un lavoro essenziale che non vuole rivelare la sua natura intima e silenziosa, per questo rimane fuori dall’arte, vivendo della sua compagnia tra le montagne, il silenzio e l’amore per la natura.

«Cos’è l’arte? E’ per definizione qualcosa di “miracoloso”

A cura di “Quaderni del Silenzio”, Paolo Coteni e Archivio Silenzio

INCONTRI CLANDESTINI DELL’ARTE#4 – MACRO ASILO a

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