Villa Santo Stefano celebra il suo compatrono San Rocco e dà il via alla Panarda

Prenderà il via questa sera la festa più attesa dell’anno a Villa Santo Stefano, quella in onore del compatrono San Rocco, che ha un rituale davvero unico e speciale, fondendosi con quello della Panarda (cottura e distribuzione dei ceci benedetti un tempo “sfamo del popolo”), capace di richiamare in paese tutti i santostefanesi sparsi in ogni dove. Alle 21 del 15 agosto, una folla impensabile per un piccolo centro come quello lepino, si raduna all’esterno della chiesa di San Sebastiano per l’imperdibile benedizione del Santo col cagnolino, prima della tradizionale processione che porterà la Statua di San Rocco da questa chiesa fuori le mura fino alla Collegiata di Santa Maria Assunta in cielo, nel cuore del centro storico, dove vi rimarrà per un mese. A seguire, il cerimoniale di apertura della Panarda, rigidamente in costume seicentesco, davvero suggestivo, che prevede l’accensione del fuoco sotto i quaranta calderoni in rame sistemati a lato della centralissima piazza Umberto I, da parte del Princeps. Ha così inizio la “notte bianca dei ceci”, perché per tutta la notte cuoceranno vegliati dai servitori e dai maestri di mensa, per poi essere benedetti al cospetto di san Rocco il giorno successivo dopo la messa e la processione di mezzogiorno. E’ la notte in cui Villa Santo Stefano si anima di devozione e di passione, di spirito di fratellanza e di gioia, perché per l’intera notte di ferragosto davanti il fuoco dei paioli, a far compagnia ai servitori in costume, ci saranno comitive di amici che improvvisano piccole feste per stare insieme e divertirsi alla luce della legna scoppiettante, che sembra incendiare la piazza offrendo una suggestione davvero indimenticabile. Il 16 agosto, la festa di San Rocco. Dopo la messa e la processione di mezzogiorno, si terrà la benedizione in piazza che raccoglie tutti ma proprio tutti, le autorità del posto, i sindaci del circondario e migliaia di fedeli. I servitori della Panarda, a turno, passeranno sotto la statua del Santo, un cerimoniale mai abbandonato, in segno di assoluta sottomissione al Santo, cui si affida la propria incolumità. Subito dopo, la Panarda prevede il rituale della distribuzione dei ceci benedetti, con i servitori in costume che corrono per le vie del paese per consegnare la “pignata” di ceci insieme alla tradizionale “pagnottella” ad ogni famiglia, per primi agli ammalati. I turisti hanno una postazione a loro dedicata dove ritirarli per gustarne tutta la bontà.

La sera, sempre in piazza, la grande festa organizzata dal Comitato “La Panarda”, quest’anno ad esibirsi sul palco sarà Max Giusti. Finito lo spettacolo, l’estrazione della ricca lotteria della Panarda, con la tradizionale automobile al primo premio.

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