Via Vettia da due mesi non è raggiunta da alcun segnale telefonico, l’ira dei residenti raccolta dal gruppo Amaseno 2013

Nell’era della comunicazione, incredibile ma vero, un’intera zona abitata da un centinaio di persone, vive nel più totale isolamento telefonico da ben due mesi. Accade nella località di Vettia, sulle alture di Amaseno, a pochi chilometri dal centro urbano. Il gruppo consiliare di Amaseno 2013 raccoglie l’appello di quei cittadini e sollecita il gestore della linea ad intervenire al più presto e risolvere il problema che sta diventando un vero incubo per i residenti. <<E’ dallo scorso 19 novembre che un’intera zona di Vettia dove abitano quasi cento persone, tra cui anziani e bambini, sono senza telefono fisso per interruzioni alla linea, non ancora ripristinata – lamenta Vittorio De Lellis, a nome dell’intera minoranza consiliare di Amaseno 2013 completata dai consiglieri Ernesto Gerardi e Mario Colagiovanni – La situazione è ancora più grave se si tiene conto del fatto che nessun telefono mobile è coperto da segnale in quell’area, quindi possiamo dire che, incredibile a credersi, nel 2020 abbiamo un’intera zona isolata, con tutte le conseguenze che ne derivano. Non solo nessuna possibilità di comunicare con familiari, amici, uffici, enti, ma soprattutto l’impossibilità di avviare anche le chiamate d’emergenza. Cosa che preoccupa non poco i cittadini di via Vettia, che sono davvero esasperati. Ci appelliamo, pertanto alla Tim, la società che cura la rete, affinchè intervenga immediatamente per ripristinare la normalità e permettere ai residenti della zona di essere raggiunti dalle comunicazioni telefoniche. Diversamente, faremo il possibile perché ciò venga fatto, rivolgendoci anche alle autorità. Non si possono ignorare cento persone per così tanto tempo, il problema va risolto>>. I tentativi di sollecito da parte dei residenti si sono chiaramente susseguiti in tutto questo tempo, si promette la riparazione nel giro di qualche giorno, ma poi nulla cambia. E, finora, si è andato avanti così. Giustificata, quindi, l’esasperazione di quei cittadini, che vorrebbero solo un po’ di normalità e tranquillità, non continuando a vivere nell’isolamento.

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