POLVERI SOTTILI: COMINCIA MALE IL 2020

Gennaio in rosso per qualità dell’aria ad Amaseno. Dal primo giorno del 2020 ad oggi, la centralina installata su viale Umberto I, registra una situazione non certo rallegrante per i cittadini del piccolo comune ausono. Fino al 28 gennaio, non c’è stato un solo giorno in cui il livello di polveri sottili pm10 rilevato sia stato nella norma, ossia al di sotto del valore soglia massimo previsto da una direttiva europea (2008/50 CE), da noi recepita nel 2010 con decreto legislativo (155 del 13 agosto). Solo per onore di cronaca, va detto che dal 13 al 23 gennaio (quindi in pieno trend negativo) i dati non sono rilevati, ma tutto il resto è rosso fisso tranne in questi ultimi tre giorni, per fortuna, con una media ad oggi di 91,49 mg/m3, un valore minimo pari a 38, 30 mg/m3 (fino al 28 gennaio era però 57,87) ed uno massimo di 166,03 mg/m3, oltre tre volte il valore soglia considerato non a rischio, pari a 50 mg/m3. Sempre dall’inizio dell’anno, fino ad oggi, ben 16 sono stati i giorni di sforamento. L’orario in cui si registrano i valori più alti nell’arco di una giornata è, solitamente, quello che va dalle 20 alle 22, nel dopopranzo, dalle 12 alle 18, va molto meglio.

Se il verde si è almeno registrato dal 28 al 30 gennaio per il pm 10, nemmeno un solo giorno di tregua c’è stato sul fronte rilevazioni pm 2,5, dove è profondo rosso. Con un valore soglia ufficiale di 25 mg/m3 di media annua, quella di gennaio (fino al 30) è di 79,73, con un valorale massimo giornaliero rilevato pari a 148 ed uno minimo di 31.   

I dati appena riportati, sono quelli del sistema ANCLER, frutto del lavoro coordinato tra l’Associazione Medici di Famiglia per l’ambiente di Frosinone ed Evlogica per lo sviluppo di un progetto etico di tutela della salute e dell’ambiente. Insomma, in questi giorni che tanto si sente parlare delle città italiane colpite dal preoccupante fenomeno delle polveri sottili, dei problemi che causa alla salute umana, delle misure intraprese dai comuni per cercare di limitarlo, diversi cittadini si chiedono cosa viene e cosa possa effettivamente essere fatto ad Amaseno, come in tanti altri comuni del circondario e ciociari. Si tratta di un problema di cui qui non si parla, che sembra appartenere ad altri paesi, soprattutto alle grandi città, a Frosinone. Il verde della valle dell’Amaseno, la sua vocazione rurale, l’assenza di fabbriche sembrano bastare e non mettono in allerta amministratori ed associazioni, evidentemente. Per quanto non ufficiali, per quanto una sola centralina sul territorio sembra poco per un dettagliato e più eloquente monitoraggio del territorio, i dati dell’ANCLER, che chiunque può leggere attraverso il sito web istituzionale del comune di Amaseno, non andrebbero né ignorati né sottovalutati. Va detto, che i dati ufficiali sono quelli dell’Arpa Lazio secondo cui, comunque, Amaseno rientrerebbe nel comprensorio della valle del Sacco con classificazione 1,  stando ai modelli matematici da cui si deriva la sua qualità dell’aria, non essendoci centraline dell’agenzia regionale sul territorio. Grazie al progetto Ancler, invece, ci sono i dati in tempo reale, e non sono rallegranti. Se in un mese gli “sforamenti” del Pm10 sono stati quasi la metà dei 35 tollerati in un anno (sul Pm 2,5 non vengono definiti) non c’è da stare tranquilli o quanto meno non è il caso di rimanere con le mani in mano. Analizzare, capire, per combattere e cercare di prevenire rischi, è quanto i cittadini si aspettano dal proprio comune, senza dover attendere provvedimenti dall’esterno che obblighino i sindaci a muoversi, come già accaduto qualche anno fa, quando lo stesso Tribunale di Frosinone intimò ai sindaci dei comuni ciociari in classe 1 di emettere ordinanze per ridurre gli inquinanti dell’aria.

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