Ad Amaseno il sindaco ordina l’apertura dei negozi dalle 8 alle 16,30, con chiusura domenicale

Muncipio di Amaseno
Muncipio di Amaseno

Quello che era semplicemente un avviso, senza la necessità di adeguarsi alle indicazioni, è ora diventato un obbligo, fino al 3 aprile. Con ordinanza n.10 del 24 marzo 2020, il sindaco Antonio Como ha stabilito che tutti gli esercizi commerciali rimasti aperti in base all’ultimo Dpcm, ad eccezione della Farmacia, dovranno rispettare un orario continuativo di esercizio, dalle 8 del mattino alle 16,30, tutti i giorni tranne la domenica, giornata di chiusura. L’indicazione di questo orario, divenuto ora un obbligo, era venuta da alcuni commercianti del posto, specie i supermarket e gli alimentari, per i quali, evidentemente, l’orario è più idoneo. Non così potrebbe essere per altri negozi, tipo ferramenta e rivenditori di materiale elettrico, termoidraulico ed articoli igienico-sanitari o prodotti per agricoltura. Infatti, alcune polemiche da parte di esercenti non interpellati, erano pure state sollevate, ma non trattandosi di ordinanza, ognuno aveva continuato a fare come meglio credeva. A lasciare un po’ perplessi, è  l’orario di apertura imposto che supera le otto ore giornaliere e comunque le quaranta settimanali, limiti legati al contratto generale del commercio (D.Lgs. 66/2003), dopo i quali scatta lo straordinario. Certo, laddove si potrà, si dovranno fare i turni, ma dove rimane un solo operatore, potrebbe significare pagare gli straordinari per non veder arrivare quasi nessuno durante la giornata. O, più semplicemente, visto che la legge lo permette per periodi brevi, si recupereranno in seguito le ore aggiuntive con ore di riposo. Domenica prossima, inoltre, torna l’ora legale. Un’ora in più di luce appesantirà ancor più questa scelta del sindaco che, se può andar bene per alcune attività, forse non lo è per altre. La presenza di un organismo collegiale, come Rete di Imprese, sembra non abbia concertato le scelte con il primo cittadino che, chiaramente, ha ben pensato di ridurre semplicemente l’orario di uscita della popolazione per la spesa, dettando una sorta di coprifuoco a partire dalle 16,30. Perché la sua vera ed unica preoccupazione, giustamente, rimane il contenimento del contagio e, quindi, la limitazione delle uscite delle persone, sia pure per fare la spesa. Del resto, si tratta solo di poco più che una settimana, a meno di proroghe, come nel caso dell’ordinanza di chiusura del cimitero, prorogata fino al 3 aprile.

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