Anche agli allevatori della valle dell’Amaseno i 5 milioni di euro messi in campo dalla Regione Lazio per sostenere il comparto lattiero-caseario

Buone notizie per alleviare lo stato di crisi determinato dalla diffusione del corona virus anche per le aziende agricole della valle dell’Amaseno, dedite principalmente alla produzione del latte di bufala. Dall’inizio della pandemia e fin dai primi giorni dello stato di emergenza dichiarato anche in Italia, sono crollate le vendite di mozzarella di bufala, anche di quella Campana dop, tanto che gli allevatori della valle dell’Amaseno si sono visti invitare dai caseifici cui conferivano le loro produzioni di qualità, vale a dire il latte, a cercare di limitare la produzione, ma soprattutto di “accollarsi” i costi di stoccaggio, in attesa di tempi migliori. Una cosa a dir poco improponibile, specie nell’immediato, visto che le aziende agricole non sono preparate per conservare il latte, congelarlo e tornare a distribuirlo quando ce ne sarà richiesta. Questo vorrebbe dire dare luogo a cospicui investimenti che, certo, in tempo di crisi, è molto difficile come inverosimile. Per ora si pensa a sbarcare il lunario senza perdere i capi. Ecco che allora la Regione Lazio, ben conscia delle difficoltà che stanno vivendo anche gli allevatori, ha deciso di iniettare “liquidità” pure nel settore lattiero-caseario.

Nei giorni scorsi, infatti, la Giunta guidata da Nicola Zingaretti ha approvato una delibera per adottare le  prime misure urgenti a favore dei comparti florovivaistico e lattiero-caseario, mettendo in campo ben 10 milioni di euro. Ne beneficeranno le aziende colpite dall’emergenza sanitaria legata alla diffusione del corona virus, nella misura di 5 milioni di euro per le attività che operano nel settore florovivaistico ed altri 5 milioni di euro per quelle che si occupano della produzione di latte bovino e bufalino.

Dalla Pisana fanno sapere che ogni azienda agricola potrà ricevere, in regime de minimis, un importo che sarà determinato in modo proporzionale al fatturato dell’annualità precedente, nel caso delle florovivaistiche, e del numero di capi allevati, per il comparto del latte, sino a un massimo possibile di 5.000 euro.

<<Come Regione – ha dichiarato l’assessore all’Agricolura della Regione Lazio, on.Enrica Onorati – da un lato abbiamo chiesto al Governo di inserire misure e sostegni nel decreto previsto per aprile, e dall’altro abbiamo subito lavorato per  rimodulare le nostre risorse, cercando di adottare in tempi celeri gli strumenti necessari a sostenere economicamente il sistema produttivo laziale. Il settore agroalimentare ha dimostrato, mai come in questo periodo, di essere fondamentale e necessario alla sopravvivenza di un intero Paese. E, al tempo stesso, il settore florovivaistico non può esser dimenticato, in un periodo in cui avrebbe prodotto in tempi normali circa il 70% del proprio fatturato. Siamo tutti chiamati ad affrontare una prova unica nella storia, le istituzioni pubbliche ci sono e ci saranno per accompagnare la ripresa e non lasciare indietro nessuno >>.

Si tratta solo delle primissime misure di sostegno a questi comparti che, presto, potrebbero essere allargate con fondi non solo regionali ma anche nazionali ed europei.

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