Facciamo sorridere i nostri occhi, per ora sulla bocca è meglio la mascherina

Siamo in casa da oltre tre settimane con l’imperativo di limitare la diffusione del contagio, per tanti motivi, ma soprattutto perché non si può rischiare di vedere altri ospedali al collasso, senza spazi attrezzati per le cure di chi ne ha bisogno. Nella lotta alla diffusione del virus, sicuramente ci si può avvalere delle mascherine. Indossarle, di qualunque tipo, serve ad evitare di spargere le nostre “goccioline” anche quando semplicemente parliamo. E’ vero che mantenere un’adeguata distanza interpersonale è la vera raccomandazione da rispettare, anche quando facciamo la spesa, andiamo in edicola o in farmacia, o in ferramenta. Indossare la mascherina, però, serve a non provocare eventuali contaminazioni nei luoghi (e quindi sugli oggetti) frequentati, luoghi che andrebbero altrimenti continuamente sanificati. Non esiste un obbligo all’uso delle mascherine, anche se alcune regioni cominciano a rendere obbligatoria la copertura di naso e bocca (Lombardia e Toscana), ma visto che il buon senso aiuta ad essere ancora più previdenti, forse sarebbe il caso che tutti cominciassimo ad indossarle. Vanno bene per questo scopo anche quelle che in molti stanno realizzando in proprio, vista l’irreperibilità dei comuni dispositivi di protezione individuale, i cosiddetti DPI, in extremis anche un foulard può andar bene. Come le mascherine che molti comuni stanno facendo realizzare da volontari e distribuendo alla popolazione, partendo dalle categorie più a rischio. Non è una punizione, ma una precauzione, un accorgimento in più per cercare di limitare il più possibile il contagio. Massima igiene, dovunque, lavaggio di mani continuo, distanza interpersonale di sicurezza, ma anche mascherine per proteggere soprattutto gli altri, una forma di rispetto che ci dobbiamo gli un gli altri.

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