FROSINONE – Non più gridi isolati nel deserto, ma un’unica voce istituzionale per dire basta allo scempio ambientale. Di fronte all’ennesima emergenza — testimoniata negli ultimi giorni da inquietanti distese di schiuma bianca maleodorante che galleggiano sulle acque del fiume — i sindaci della Valle del Sacco hanno deciso di rompere gli indugi e “fare squadra”. Il punto di svolta è arrivato il 29 aprile 2026, con l’incontro cruciale presso il Palazzo del Governo. I sindaci di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, e di Ceccano, Andrea Querqui, agendo in rappresentanza di un vasto schieramento di colleghi, hanno presentato al Prefetto Giuseppe Ranieri la proposta di un Protocollo d’Intesa. L’obiettivo è chiaro: istituire un tavolo di coordinamento permanente presieduto da Sua Eccellenza il Prefetto, per trasformare la sorveglianza del territorio da episodica a strutturale. La Prefettura ha accolto con favore l’iniziativa, dimostrando sensibilità verso un dramma che affligge la salute e l’economia locale da decenni. Da Paliano a Castro dei Volsci, il fronte della resistenza ambientale è compatto e attraversa l’intera provincia. All’azione si sono uniti i comuni di Anagni, Arce, Castro dei Volsci, Ceprano, Falvaterra, Ferentino, Morolo, Paliano, Pastena, Patrica, Pofi, Sgurgola e Supino. Il messaggio è univoco: la tutela del Sacco non deve essere terreno di “sciacallaggio politico”, ma un dovere civile che unisca istituzioni e cittadini. Rafforzare i controlli contro gli scarichi abusivi è il cuore del protocollo e risiede nel potenziamento della vigilanza. Attraverso tavoli tecnici con gli enti competenti (Arpa, forze dell’ordine e autorità di bacino), si punta a: Monitoraggio h24: Interventi rapidi in caso di avvistamento di schiume o sversamenti sospetti; Contrasto agli scarichi abusivi: Tolleranza zero per chi utilizza il fiume come una discarica a cielo aperto; Supporto Istituzionale: Una filiera diretta tra Comuni e Prefettura per ottenere risorse e attenzioni dai governi superiori. “Difendere il fiume significa difendere la salute, il futuro e la dignità delle nostre comunità”, spiegano i promotori dell’iniziativa. La Valle del Sacco, inserita nel perimetro del SIN (Sito di Interesse Nazionale) per le bonifiche, attende da troppo tempo risposte concrete. Questo coordinamento rappresenta il primo passo verso una nuova fase: quella della responsabilità condivisa, dove nessuno potrà più voltarsi dall’altra parte mentre il fiume soffoca.