La Democrazia della Corsa

Tanto per cominciare, la storia che la corsa è bella perchè è la disciplina sportiva più semplice , istintiva e democratica, è una palla.
Un’elegante , credibilissima ed ineccepibile panzana, che si usa per spiegare a quelli con la pancia e la lattina di birra che cos’è che ci fa uscire di casa in una gelida mattina d’inverno.
Ieri  mattina al parco di Monza, città nella quale vivo da un anno,  alle 8.30 c’erano 7 gradi sotto lo zero, e tutto intorno neve a fare da cornice in uno scenario che non aveva niente da invidiare al fantastico mondo di Narnia.
Tanto per continuare non è semplice per niente.
 Il calcio è semplice, devi buttare una palla in là prendendola a pedate e se non ce la fai tu, ti aiuteranno i tuoi dieci compagni. Dieci !
Nella corsa sei solo, tu e le tue gambette, e quel poco di benzina (si dice “glicogeno”) che sei riuscito a stivare nei tuoi muscoli, mangiando pasta a colazione, pranzo e cena per un’intera settimana, e che sai benissimo non ti basterà mai.

Andare in bicicletta è istintivo, cadi due o tre volte a cinque anni e da lì in poi devi solo pedalare, più o meno forte, sicuro.
La corsa invece è fatta di tecnica, di “propriocettività” , di tabelle che ti insegnano come fare per alzare le tue soglie aerobiche e anaerobiche, di cosa devi prendere prima, durante e dopo l’allenamento.
E soprattutto ognuno ti dice l’esatto contrario di quello che ti ha detto l’altro.
Certo di sicuro la corsa è democratica.
Non costa molto, l’unico accessorio per il quale merita spendere un euro in più sono le scarpe e alla fine di qualunque corsa una maglietta e un pezzo di formaggio locale quasi sempre lo si porta a casa.
Lo scorso anno ad una mezza maratona (21 km) in Brianza, regalavano un flaconcino di antigelo e ho visto molti berlo convinti che fosse un integratore, ma lì era la stanchezza.
Soprattutto la corsa è democratica nella fatica che da un certo momento in poi spiana qualunque barriera.
Non c’è stata corsa in cui non mi sono trovato a farmi forza con qualcuno mai visto prima e mai ritrovato in seguito.
E poi la cosa che accomuna tutti sono i dolori.
Io mi alzo tutte le mattine come un Pinocchio di mezza età: i muscoli durante la notte tentano di rannicchiarsi come volessero sfuggire alla tortura quotidiana e ri-allungarli è sempre un’impresa.
Però non cambierei la corsa con nessun altro sport al mondo.
E il motivo è proprio nella soddisfazione che ci arriva dalle cose conquistate con fatica, costruite con metodo, costanza e sudore, mattoncino dopo mattoncino.
Quando avrete terminato la vostra prima maratona non ci sarà nessun lupo in grado di soffiare abbastanza forte da tirarvi giù.
E poi da quando corro mi dicono che sono anche più simpatico.
Già, chissà com’ero prima.

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