Olio Extra Vergine di Qualità, Regione e Provincia corrono, Amaseno resta al palo

Buone notizie per gli Olii di Oliva Extra Vergine del Lazio: al recente concorso Ercole Oleario, svoltosi a Spoleto e giunto alla XX^ Edizione, ben otto prodotti di aziende del Lazio sono arrivate all’ambita finale, e di queste una, l’azienda agricola Quattrociocchi Americo di Alatri, è ciociara e altre sei sono della provincia pontina, precisamente di Priverno e Sonnino.
A ribadire la vitalità delle aziende olivicole della provincia c’è da segnalare, poi, il nuovo marchio che caratterizzerà gli olii prodotti nella provincia. Si chiamerà “Oroverdeciociaro” e il percorso per l’approvazione è in dirittura d’arrivo. La Provincia di Frosinone sta procedendo ai tavoli di lavoro con le organizzazioni sindacali di categoria al perfezionamento del disciplinare. La prossima settimana, dopo le vacanze di Pasqua, si terrà la riunione che definirà completamente le procedure. I produttori di olio extravergine che rispetteranno determinati criteri di produzione potranno, dunque, finalmente fregiarsi di un marchio che connoti la qualità del loro prodotto. “Come è noto – afferma l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Frosinone, Giovanni Melone – fin dal nostro insediamento abbiamo iniziato a lavorare per la valorizzazione di uno dei prodotto migliori che si trovano nel nostro territorio”.


Il disciplinare prevederà, accanto a un “blend” cioè a un olio multivarietale composto secondo determinati criteri, anche degli extravergini monovarietali, quelli di maggiore qualità. Essi saranno: Moraiolo, Rosciola, Itrana, Ciera, Olivastrone, Marina e Carboncella. Verranno aggiunte anche Leccino e Frantoiano che sono cultivar molto diffuse sebbene non tradizionali del territorio.
Accanto a questo fiorire di iniziative volte a promuovere e valorizzare una risorsa preziosa, Amaseno, paese per territorio, cultura e tradizione vocato alla coltivazione dell’olivo e alla produzione di olio, è immerso in una immobilità sconcertante.
Basterebbe un pò di buona volontà e di lungimiranza, e le occasioni per migliorare non mancano certo: si potrebbe aderire all’ Associazione Nazionale Città dell’Olio che, a fronte di un costo per l’iscrizione di poco più di 1000 Euro e una quota associativa annuale di 774,69 intende promuovere la cultura dell’olio, organizzando incontri e manifestazioni per diffondere la conoscenza dell’Olio extra Vergine per produttori e consumatori.
Ma questo è un passo che può compiere solo un Ente, come ad esempio il Comune di Amaseno. Che non si preoccupa neanche di istruire i produttori o gli stessi frantoiani su come aumentare la qualità del prodotto. Non è un mistero che da anni la produzione di olio amasenese rimane in gran parte invenduta sia per la scarsa qualità generale, che per gli strumenti di commercializzazione che non vengono messi a disposizione di chi potrebbe offrire il proprio prodotto a un mercato che richiede anzitutto qualità, e che rappresenterebbe un altro strumento per aumentare il turismo enogastronomico e, di conseguenza, la ricchezza del paese.

http://feeds.feedburner.com/blogspot/kuyeF

1 Commento

  1. Be' ma che possiamo pretendere; d'altra parte un paese come Amaseno, la cui attività prevalente è quella del terziario avanzato e della grossa industria, che senso ha investire o incentivare la qualità e la produttività delle aziende agricole?

Rispondi a Anonimo Annulla risposta

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*