Equitalia, se il Comune scegliesse un altro metodo di riscossione risparmierebbe 26.000 Euro all’anno!

Sbarazzarsi di Equitalia si può. Semplicemente facendo ricorso alla legge numero 166 del settembre 2011, che stabilisce che i Comuni possano non servirsi della società creata da Agenzia delle entrate e Inps per la riscossione nazionale dei tributi.
È quello che ha fatto Luca De Carlo, il sindaco di Calalzo di Cadore, in provincia di Belluno, che dalla fine del 2011 ha deciso di affidare la raccolta coattiva dei crediti insoluti alla Comunità montana Valbelluna. «In un momento di crisi e difficoltà per le famiglie», dice De Carlo, «abbiamo cercato di umanizzare il servizio disumano da sceriffo di Nottingham adottato da Equitalia, risparmiando per di più ben 13 mila euro all’anno. Abbiamo cacciato Equitalia e ci abbiamo guadagnato».
Già alla fine del 2010, in base al decreto legislativo 446 del 1997 e alla legge 338 del 2000, il giovane sindaco veneto aveva affidato al servizio tributi della Comunità montana la riscossione delle tasse ordinarie, come quella comunale sui rifiuti. Successivamente Equitalia è stata estromessa pure dalla riscossione coattiva dei crediti insoluti, che può portare al pignoramento dello stipendio, del conto corrente, dei beni mobili e immobili dei cittadini, affidandola alla Comunità montana Valbelluna, attrezzata per la riscossione delle tasse grazie ai contributi della Regione Veneto.
Questo ha portato a un doppio vantaggio: una gestione più umana della riscossione dei crediti che, soprattutto in una piccola comunità, può distinguere il caso di persone in reale difficoltà dall’evasore vero e proprio; e un risparmio per le casse comunali quantificabili in circa 13.000 Euro.
Già perché se non lo sapete, Equitalia, per la gestione delle cartelle esattoriali, pretende dai comuni quasi 6 Euro pro capite all’anno, inclusi ultracentenari e neonati. Incredibile, vero?
Le somme risparmiate sono state utilizzate per servizi alla Comunità: bonus per i figli, per i libri e contributi per il trasporto locale, con una ricaduta in termini economici e di miglior qualità della vita per tutti i cittadini.
Facendo una scelta del genere un paese come Amaseno avrebbe un risparmio di circa 26.000 Euro, che potrebbero essere utilizzati in mille maniere a vantaggio di tutti. Del resto è l’auspicio del sindaco di Calalzo quello che altre amministrazioni comunali seguano il suo esempio. Ma forse le scelte migliori, ma che vanno controcorrente, sono le più difficili da prendere.

Fonte: fanpage.it

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