Cosa succede ai giovani di Amaseno?

Stamattina una scritta su un muro, probabilmente vergata nottetempo, è comparsa sul muro di una casa in via Circonvallazione, rimossa in mattinata, e il messaggio che voleva comunicare non era certo d’amore verso l’Arma.
Con una grafìa incerta, e uno slang italo-amasenese, l’ignoto grafomane auspicava l’uscita dei Carabinieri dal paese. Opera di qualche ragazzino viziato, magari istigato dalle cattive compagnie, dal branco e forse favorita dai fumi dell’alcool o di qualche altra sostanza?
Di certo non c’è nulla, magari si tratta solo del gesto di un mitomane in una tiepida sera di tarda primavera, ma i segnali, e il contesto attuale, non sono molto promettenti, non inducono, insomma, all’ottimismo per il futuro.
Basti ricordare che nelle ultime settimane proprio i militari dell’Arma sono intervenuti dopo un paio di risse tra adolescenti che solo per puro caso non si sono trasformate in tragedia, e dopo alcuni arresti per droga e per reati minori sempre a carico di giovani e giovanissimi; il tutto a degno corollario della nota vicenda della Stazione dei Carabinieri di Amaseno, che un giorno trova collocazione in un nuovo stabile, e l’altro viene cancellata dal territorio, lasciando il comune in balìa di qualsiasi delinquente, più o meno esperto e pericoloso.
Forse le nuove generazioni hanno come modello l’anarchia, il poter fare il loro comodo senza che vengano disturbati da quei rompiscatole dei Carabinieri? In altri tempi, e non è nostalgia del tempo che fu o sociologia spicciola, la “famiglia” nell’accezione più ampia, era già di per sé un argine alla esuberanza giovanile, e indirizzava le energie dei ragazzi verso gesti ben più utili ed edificanti.
Forse che anche il tessuto sociale, la Scuola (quella con la “esse” maiuscola), o la stessa Amministrazione Comunale, non offrono alternative agli adolescenti? Oltre Facebook, insomma, non c’è nulla? Non c’è una biblioteca? Una qualsiasi struttura pubblica capace di far crescere una generazione che sembra apatica, senza sogni né passioni, tranne quelle primitive del cibo e del sesso, della violenza e delle vendette, col Dio Denaro unico idolo?
Ci piacerebbe che le nostre fossero solo paure, ma questi segnali, benché di per se stessi quasi insignificanti, messi insieme potrebbero essere il campanello di allarme con cui una generazione chiede disperatamente aiuto.

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1 Commento

  1. Sono assolutamente d'accordo con questa analisi – dolorosa ma, ahimè, altrettanto realistica – sulla situazione dei giovani di Amaseno e non.
    Senza voler demonizzare facebook (d'altra parte la storia insegna, una volta era il rock'n roll, poi i videogiochi, oggi sono i social network) al quale va comunque riconosciuto il merito di essere lo specchio di una società sempre più vuota, il problema – ritengo – dei modi di fare e degli atteggiamenti dei giovani è da ricercarsi soprattutto in famiglia. Se una volta infatti erano i genitori ad essere i primi "castigatori" di certi comportamenti, oggi invece sono proprio loro ad essere "ciechi", a chiudere gli occhi di fronte a modi di fare da bulletti di quartiere, ad indignarsi con insegnanti e professori che, paradossalmente, sono i primi ad accorgersi di questi modi di fare.
    Se è proprio la famiglia a non trasmettere certi valori ma, anzi, ad ostacolare anche la funzione educatrice e formativa della scuola, è poi normale che ragazzini di 15 anni si sentano in diritto di fare tutto quello che gli passi per la mente…

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