La ricotta di bufala spopola sulla tavola estiva

La Ricotta di Bufala fa parte della storia e della tradizione del settore lattiero caseario, un simbolo della nostra agricoltura e del patrimonio di tipicità che i territori del Meridione d’Italia sanno esprimere La Ricotta di Bufala  è stata iscritta nell’apposito registro delle Denominazioni di Origine Protette dalla Commissione Europea con il Reg. 634/2010 del 19 luglio 2010. La Ricotta di Bufala  DOP è un prodotto lattiero-caseario fresco, quindi privo di maturazione, ottenuto per coagulazione al calore delle proteine del siero di latte di bufala, materia prima derivante dalla produzione di Mozzarella di Bufala , che le conferisce particolari caratteristiche strutturali di cremosità e morbidezza, un colore bianco porcellana, e spiccate proprietà sensoriali descrivibili come fragranza delicata di latte e dolcezza.Nel rispetto del Disciplinare di produzione i caseifici devono utilizzare esclusivamente siero dolce proveniente dalla lavorazione della Mozzarella di Bufala, trasformandolo in ricotta entro le 24 ore dalla sua estrazione. È ammessa l’aggiunta di latte di bufala o panna di siero di latte di bufala durante la lavorazione purché proveniente dalla stessa zona di produzione, medesima a quella della Mozzarella DOP. Il confezionamento nel territorio di produzione è obbligatorio al fine di garantire la tra La Ricotta di Bufala  DOP è confezionata in carta, in contenitori in plastica per uso alimentare termosaldati o in altri avvolgimenti per alimenti. Sulla confezione si trovano, oltre al logo della denominazione, al simbolo grafico comunitario e le informazioni corrispondenti ai requisiti di legge le diciture: “fresca” o “fresca omogeneizzata”. Per quest’ultima, al fine di ottenere un prodotto con una conservabilità superiore rispetto a quella definita”fresca” è previsto un ulteriore trattamento termico. La forma del latticino è quella tipica tronco-piramidale o tronco-conica, con un peso fino a 2 kg. Nel caso in cui la Ricotta di Bufala sia ceduta per essere adoperata come ingrediente di prodotti alimentari trasformati (pasta ripiena, dolci etc.) sono ammesse confezioni fino a 40 kg.tracciabilità ed il controllo e per non alterare la qualità del prodotto.

testo tratto dal sito del consorzio di tutela campano

Lara Celletti
Informazioni su Lara Celletti 312 Articoli
La prima giornalista donna delle nostre zone, iscritta all'ordine dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato presso giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Contemporaneamente dopo l'acquisto ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria

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