Accesa seduta di consiglio lo scorso 23 maggio a Palazzo Benedetti

Al vetriolo l’assise civica, accesissimo e dai toni esageratamente alti il dibattito tra il primo cittadino ed i vari membri dell’opposizione, in particolar modo con i consiglieri Mario Colagiovanni e Vittorio De Lellis per l’affaire immondizia. La lunga saga della mancata raccolta differenziata è stata oggetto di un ampio e tormentato dibattito, una vera e propria “immondizia story” che ha visto gli amministratori dividersi in un lungo ping- pong di responsabilità, tornando indietro addirittura fino al 2000. Sta di fatto che Amaseno, rispetto ai paesi limitrofi, ha iniziato a differenziare i rifiuti con 4 anni di ritardo e che ora sta attraversando un periodo molto complesso per avviare l’operazione. Il consiglio di giovedì scorso era stato convocato dal sindaco Antonio Como, essenzialmente, per approvare il bilancio 2018 ed ottemperare a quest’obbligo prima della scadenza perentoria del 30 maggio (punto poi passato con i voti della maggioranza). L’aver dovuto riunire il consiglio proprio nei primi giorni dell’avvio del servizio di raccolta differenziata ha, però, creato l’occasione per lo scontro. La raccolta è partita ed il sindaco ha così “snobbato” l’interrogazione M5S sui ritardi dell’avvio del servizio, portata come primo punto in ordine del giorno: Il porta a porta è ora realtà, le difficoltà iniziali sono da mettere in preventivo. Diverso, invece, il botta e risposta con i consiglieri di Amaseno 2013, per i quali i veri ritardi sono quelli di anni, e non di mesi, rispetto a tutti gli altri centri del circondario i cui cittadini, ora, beneficiano di riduzioni in bolletta grazie alla differenziata. Sebbene si sia anche stuzzicato la maggioranza sulla cattiva organizzazione di questa fase iniziale del porta a porta che, alcuni disagi, li sta creando. Una polemica destinata a non sopirsi visto che la minoranza di Amaseno 2013, guidata da Ernesto Gerardi, ha colto l’occasione per richiedere copia del contratto tra il comune e la Tac ecologica (la ditta che si è aggiudicata la gara) e sapere quale fosse l’importo dovuto alla Saf (per il conferimento nella discarica di Colfelice) a partire dalla stipula del contratto. Ribadendo che Amaseno paga di più rispetto agli altri comuni che hanno da tempo implementato il servizio differenziata sul territorio, pur continuando a conferire nella discarica di Colfelice parte dei rifiuti. Accuse respinte al mittente da parte di Como, in un botta e risposta dai toni alti.

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