COVID 19, adesso comincia la settimana più difficile

Si continua a stare a casa, come imposto dal Decreto della Presidenza del consiglio dei ministri dell’11 marzo. E adesso comincia la settimana più difficile. Attenzione massima da parte di tutti per non vanificare gli sforzi fatti fin ora. Sarà la settimana più difficile perché saremo presi dalla stanchezza di vivere isolati, adesso cominciamo a sentire forte il bisogno di relazionarci con altre persone, direttamente, familiari ed amici per primi, ci manca il contatto umano, siamo una piccola comunità dove tutti si conoscono e si salutano, e si è abituati a scambiare due chiacchiere. I divieti ci permettono comunque di fare la spesa, andare in farmacia o intervenire per emergenze. Questo non vuol dire che se si è in fila dal macellaio o dal panettiere, davanti la farmacia, ne approfittiamo per fare salotto. Non bisogna abbassare la guardia, altrimenti potremmo pentircene. E’ troppo alta la posta in palio, addirittura la vita nostra e dei nostri cari. Le mascherine, specie quelle che molti sono riusciti a rimediare in qualche modo, diverse anche artigianali, non proteggono totalmente, servono più che altro a non diffondere le nostre “goccioline” su persone e oggetti. Fondamentale, quindi, stare a distanza, non parlare a voce alta dando fiato ai polmoni, si dà più forza alle “goccioline”. E’ assurdo, ma ognuno di noi va visto come un potenziale veicolo di infezione, e dobbiamo stare distanziati in maniera sicura. Dicevamo, questa è la settimana più difficile, sia perché cominciamo a stancarci di rimanere isolati in casa, sia perché è in questi giorni che potrebbero venir fuori i primi casi di contagio, se ve ne fossero, causati da contatti prima della quarantena forzata. E con tutta l’ansia che abbiamo, non dobbiamo permettere mai che si trasformi in paura. Tutti ci auguriamo che non ve ne siano, ma nemmeno possiamo pensare che nell’intera valle dell’Amaseno non si riscontrino casi di persone positive. E’ questo il senso del nostro isolamento, far venir fuori eventuali contagi, curarli prontamente, perché è impensabile fare i tamponi a tutti, ma nello stesso tempo si saprà come agire, monitorando questi eventuali casi e chi è stato a contatto con i contagiati. Fa parte del decorso dell’epidemia, nel frattempo si stanno potenziando gli ospedali, si stanno meglio organizzando ma, soprattutto, si sperimentano nuove cure e si va avanti nella ricerca di un vaccino. Perché sarà la medicina a dover mettere la parola fine al Covid 19. Bisogna, però, prendere tempo e continuare a proteggerci, non mollare ora, non pensare mai di essere indenni dal virus. Ci stiamo comportando bene, ma saranno i prossimi giorni a far emergere la vera forza che abbiamo di combattere, uniti da separati, contro la diffusione del contagio.

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