L’ATLETA DI CASSINO viaggio nell’antica Roma con la prof. ANGELA REALE

A Olimpiadi concluse e durante lo svolgimento delle Paraolimpiadi di Tokio 2020, insieme alle emozioni e al senso di appartenenza derivati dal trionfo degli italiani, l’atleta ha risvegliato attenzione e considerazione. È una figura, infatti, di cui si ammira il sacrificio di un allenamento costante e lungo, una condotta di vita ferrea, basata sulle abitudini sane, ma fatta anche di rinunce non indifferenti per ragazzi giovani e in forze. L’atleta, insomma, soprattutto quando raggiunge il successo, è considerato una sorta di eroe che si avvicina alla perfezione fisica e morale. Ancor più di quanto accade oggi, nell’antichità un ginnasta era una vera e propria icona con uno stuolo di ammiratori e sostenitori. Così la letteratura, la storia, l’arte lo hanno consegnato all’eternità, permettendo di poterne contemplare le fattezze tratteggiate o scolpite nella pietra. Sono numerose, infatti, le statue e le immagini di atleti che campeggiano in musei e in sale espositive, anche se siamo indotti a pensare che testimonianze di tale straordinaria importanza appartengano a realtà fisicamente distanti da noi. E invece, anche sul nostro territorio, abbiamo un esempio di raro valore artistico e culturale: l’atleta di Cassino. Portato alla luce nel 1936, durante gli scavi del teatro dell’antica Casinum, costituisce un’eccellente espressione visibile che corre lungo quel filo rosso che connette e intreccia passato e presente. Si inserisce all’interno di un contesto storico-culturale e politico che vede in Casinum la manifestazione compiuta della civiltà classica, e a testimoniarlo sono i molti edifici pubblici e privati propri di un centro urbano che brilla della grandezza di Roma all’apice del potere: il teatro, l’anfiteatro, l’acquedotto, il ninfeo, le terme, il mausoleo della matrona Ummidia Quadratilla, la via Latina. La statua di Cassino, datata al I secolo a. C., riproduce un uomo nudo – gli atleti, infatti, venivano ritratti nella loro nudità allo scopo di mettere in evidenza lo splendore armonico e proporzionato di ogni parte del corpo – non più nel fiore dell’età, perché le rughe del viso ne sottolineano la maturità e, inoltre, conferiscono realismo alla figura. Essa non risulta, quindi, una restituzione ideale di bellezza e perfezione immutabile, bensì di una persona in carne e ossa su cui sono evidenti i segni dello scorrere del tempo. È stata scolpita in una posizione di stasi, chissà, forse a riposo o in attesa di potersi esibire, comunque non nell’evoluzione di una specialità ginnica. Si appoggia con il suo peso sulla coscia sinistra piegata e ruota la testa verso destra. Considerata la straordinarietà del rinvenimento, l’atleta di Cassino ha destato l’attenzione degli studiosi che ne hanno analizzato e descritto le caratteristiche formali. Si è tentato, inoltre, di capire chi fosse, dal momento che, come si è detto, non rappresenterebbe un modello astratto, ed è stata avanzata l’ipotesi che possa ritrarre Marco Terenzio Varrone, letterato romano del I secolo a. C. (116 a. C-27 a.C.) che lega il suo nome alle Terme Varroniane, costruite proprio nella sua villa di Casinum. Sapere che la terra di Cassino abbia custodito e restituito una scultura così preziosa, ci rende consapevoli della ricchezza del nostro territorio.

Lara Celletti
Informazioni su Lara Celletti 331 Articoli
La prima giornalista donna delle nostre zone, iscritta all'ordine dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato presso giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Contemporaneamente dopo l'acquisto ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria

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