IL TRIONFO DELL’AMORE SULLA MORTE di Angela Reale

Da sempre, sin da quando è entrata nel nostro vocabolario, la parola amore richiama nella mente e nelle azioni una realtà dalla potenza straordinaria e in grado di imprimere un segno positivo al corso degli eventi. In questa parola sono contenute così tante sfumature del sentimento e del comportamento, che appare difficile poterne dare un’interpretazione che le comprenda tutte. Amore, infatti, investe ogni forma di rapporto interpersonale – famiglia, amicizia, legami di coppia, solidarietà verso sconosciuti – e si manifesta in qualsiasi atto di rispetto e di benevolenza nei confronti della natura e di tutto ciò che ci circonda, concretizzandosi nei gesti e realizzandosi nella disposizione razionale e spirituale. Insomma lo si identifica in una forza che spinge alla vita, in eterno conflitto, come evidenzia Freud, con la morte che muove alla distruzione e all’annullamento, cioè con l’esatto contrario di tutto ciò che è amore. Del resto, se ci si concentra proprio sul significato di negazione e opposizione alla morte, viene alla mente un’etimologia proposta in epoca tarda che individua come elementi costitutivi, un a- alfa privativo, un prefisso che anteposto alle parole ne dà il significato contrario (polare-apolare; normale-anormale; morale-amorale) e il termine, sempre latino -mors = morte, in modo da ottenere amors e poi AMOR, cioè il contrario di morte. Tale interpretazione non ha accolto il favore dei linguisti, ma è innegabile che suggestioni non poco tutti coloro che desiderano rintracciare e ricostruire l’origine della parola. E allora, volendo affidarsi per qualche istante all’immagine bella dell’amore infinito e vittorioso, lo si riconosce come un impulso di bene eterno che oltrepassa i confini del tempo, per il quale, anzi, il tempo non esiste e di cui non ha bisogno, sempre pronto a far capolino: “E l’amore guardò il tempo e rise / perché sapeva di non averne bisogno. / Finse di morire per un giorno e di rifiorire / alla sera senza leggi da rispettare. / Si addormentò in un angolo di cuore / per un tempo che non esisteva. / Fuggì senza allontanarsi, / ritornò senza essere partito / il tempo moriva e lui restava.” (versi tratti dalla poesia “E l’amore guardò il tempo e rise” di Antonino Massimo Rugolo).

Informazioni su Lara Celletti 1217 Articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (edito dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone dove attualmente risiede)

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