PIANTARE IN ASSO: La professoressa Angela Reale ci accompagna in uno straordinario viaggio attraverso i più comuni modi di dire

Probabilmente nessuno vorrebbe “essere piantato in asso” perché è spiacevole essere abbandonati, in senso fisico o figurato, all’improvviso e senza alcuna spiegazione. Ma qual è l’origine di tale modo dire? E soprattutto cosa c’entra un asso con l’essere lasciati soli e in difficoltà? Se si fa riferimento alle carte da gioco, l’asso, nei vari semi, non è accompagnato, cioè sta da solo al centro e, dunque, potrebbe simboleggiare uno stato di assenza di compagnia. Del resto è stata avanzata una teoria sull’origine e sul significato dell’espressione “piantare in asso” diversa da quella legata alla simbologia delle carte da gioco. Tale ipotesi è legata al mito greco di Teseo e Arianna. Secondo la mitologia Teseo si era recato a Creta per uccidere il mostruoso Minotauro al quale ogni anno Atene doveva pagare un tributo cruento: sette ragazzi e sette ragazze che venivano divorati dal mostro. Il Minotauro era stato rinchiuso all’interno di un labirinto in cui era difficilissimo individuare il percorso giusto. Così Arianna, figlia del re cretese Minosse, innamoratasi di Teseo, diventò sua complice e lo aiutò nell’impresa: diede al giovane un filo di cui lei teneva un altro capo in modo tale che Teseo, una volta raggiunto il centro del labirinto e dopo aver ucciso il Minotauro, potesse facilmente trovare l’uscita. Dopo l’uccisione del Minotauro, Teseo lasciò Creta e portò con sé Arianna innamorata, senza la quale probabilmente non l’avrebbe spuntata contro il mostro. Tuttavia durante la navigazione, il mito non fornisce spiegazioni sul motivo di una tale scelta, Teseo abbandonò Arianna sull’isola di Nasso, ovvero “la piantò in Nasso”. Da “piantare in Nasso” nel corso dei secoli si sarebbe verificato un errore di trascrizione e/o di pronuncia cosicché le due “n” vicine di “in” e “Nasso” non si sono più percepite e un’isola è diventata un asso. Sembra più credibile, infatti, considerato il senso che si attribuisce all’espressione “piantare in asso”, che essa faccia riferimento non tanto alla solitudine di un asso nel mazzo delle carte da gioco, quanto all’abbandono, improvviso e inspiegabile, della sfortunata Arianna da parte di Teseo.

Lara Celletti
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La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Attualmente presso l'IIS Ceccano FR tiene un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (edito dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone dove attualmente risiede)

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