Bagni chiusi danni e degrado alla stazione ferroviaria di Castro dei Volsci – Pofi – Vallecorsa

Castro dei Volsci – Si tratta di una delle stazioni di riferimento più importanti per diversi paesi, eppure, anziché essere migliorata, negli ultimi anni ha assistito ad un suo progressivo depotenziamento. Fino ad essere portata al rango di semplice fermata, con la conseguente assenza di importanti servizi a vantaggio dei passeggeri e la presenza di personale in loco. Stiamo parlando della stazione ferroviaria di Castro-Pofi-Vallecorsa, da sempre punto di riferimento per la mobilità dei cittadini di questi centri ma non solo, visto che attrae diversi passeggeri anche da Amaseno ed altre località. Una scelta sicuramente legittima da parte dei decisori strategici di Trenitalia che, però, non è stata mai accolta di buon grado dagli utenti, per lo più pendolari e studenti abituati ad usare il treno per raggiungere i posti di lavoro, gli istituti scolastici e le università, dal capoluogo ciociaro fino alla capitale soprattutto. Non è certo diminuito il loro numero nel tempo, solo il covid ha in parte limitato l’affluenza sui treni, specie su quelli diretti verso Roma, di solito sovraffollati in diversi orari. Così, ciclicamente, si levano le lamentele per le condizioni in cui versa il sito di quella che è ora una semplice fermata. Soprattutto viene sottolineata l’assenza di bagni a disposizione di chi attende o scende dai treni. Bagni che, in realtà, ci sono, ma sono stati chiusi. In bella vista rimangono lavabi e porte d’accesso agli altri sanitari, a dimostrazione che riaprirli sarebbe possibile. Invece, ad impedirne l’accesso sono delle vere e proprie cancellate, con la conseguenza che dentro vengono gettati oggetti ed immondizie di ogni tipo. Materiali che vanno poi rimossi, per una questione di decoro e di igiene. Così in molti si interrogano: non sarebbe meglio riattivarli? Trovando qualche condizione economicamente vantaggiosa per tutti.

Informazioni su Lara Celletti 1218 Articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (edito dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone dove attualmente risiede)

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