La risorgenza di Capo d’Acqua torna ad essere frequentata dagli speleosub di un gruppo del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico)

Amaseno – La risorgenza di Capo d’Acqua torna ad essere frequentata dagli speleosub. Venerdì e sabato scorsi, infatti, un gruppo del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) con sede a Milano, ha raggiunto la zona per immergersi nella nota grotta sommersa e dar luogo ad una vera e propria Manovra Nazionale Speleosub, programmata proprio per essere svolta ad Amaseno. Quella di Capo d’Acqua, infatti, è una risorgenza di straordinaria importanza didattica e formativa per gli speleosub, che qui testano le proprie abilità e le proprie attrezzature. Vi si accede da un laghetto, immergendosi in uno stretto sifone, per poi continuare nel sottosuolo fino ad una lunghezza di oltre duecentocinquanta metri ed una profondità, in alcuni punti, anche di cinquanta metri. Insomma, quanto di meglio per fare esercitazioni e manovre. Proprio come nel caso del nutrito gruppo del Soccorso Alpino, composto da ben 16 speleosub provenienti un po’ da tutta Italia. A prendere contatti con loro per il pernottamento è stato Riccardo Abet, da anni ormai promotore della valorizzazione del territorio ciociaro. Sono stati ospitati nelle stanze della sua “Preta Nera” a Giuliano di Roma, dove hanno però vissuto una “disavventura”. Se a metterli in difficoltà non sono state le acque scure e fredde di Capo D’Acqua, la sgradita sorpresa è stata quella di vedersi multare alcuni mezzi utilizzati perché non parcheggiati entro le strisce. La cosa ha lasciato un po’ di amaro in bocca, forse bastava avvisarli e capire il motivo, legato alla presenza di costose attrezzature all’interno. Perché, ricordiamo, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è un servizio di pubblica utilità, nasce come sezione autonoma del Club Alpino Italiano, individuata dall’art.11 della legge n. 225/1992 come struttura operativa del Servizio nazionale di Protezione Civile. Evidentemente, a mostrarsi più sensibili ed accoglienti nei loro confronti sono montagne e zone impervie.

Informazioni su Lara Celletti 1218 Articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (edito dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone dove attualmente risiede)

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