BASTA INCENDI: IL COMUNE INTERVIENE con un’ordinanza

Amaseno – In un paese fondamentalmente vocato all’agricoltura è consuetudine bruciare le sterpaglie ed i residui della potatura per liberare il proprio terreno. Un metodo che, oltre a consentire la pulizia del fondo, ha anche la funzione di contrastare la diffusione di alcune malattie per le piante coltivate. Con il beneficio anche della fertilizzazione con cenere di legna. Ebbene, dallo scorso 9 maggio e fino a tutto settembre sarà vietato praticare il tradizionale abbruciamento nei campi, come sarà vietato accendere dei fuochi all’aperto, il tutto principalmente per scongiurare il rischio di incendi casuali. E’ questo il senso dell’ordinanza n.18 del 9 maggio scorso, emessa dal sindaco di Amaseno, Antonio Como, preoccupato tanto dagli incendi che con la bella stagione si innescano più facilmente quanto dall’inquinamento dell’aria causato dal fumo e dalla dispersione di polveri sottili in esso contenute. Il divieto, ripetiamo in vigore dal primo maggio al 30 settembre, riguarda, in particolare: Accendere fuochi; Bruciare stoppie, materiale erbaceo, sterpaglie; Usare apparecchi a fiamma libera o elettrica per tagliare metalli; Usare fornelli inceneritori che possano produrre faville; Compiere qualsiasi operazione che possa creare pericolo immediato di incendio; Far brillare mine; Usare fuochi d’artificio, in aree diverse da quelle appositamente individuate e comunque senza le preventive autorizzazioni rilasciate dagli organi competenti. In ogni caso, anche nei periodi in cui è consentito, l’accensione dei fuochi potrà essere fatta solo in assenza di vento ed adottando ogni cautela possibile per evitare il propagarsi delle fiamme, avendo a disposizione acqua e strumenti per spegnere velocemente il fuoco, che non va lasciato incustodito. Resta comunque vietato bruciare materiali diversi da sterpaglie e scarti vegetali come sacchi di carta, cartoni, plastica, pneumatici, stracci, contenitori di fitofarmaci o medicinali. ecc. Un provvedimento necessario visto il rischio degli incendi boschivi che non risparmiano certo la valle dell’Amaseno e la necessità di controllare le polveri sottili disperse nell’aria che respiriamo. I trasgressori rischiano fino a 500 euro di multa oltre la possibilità di incorrere in un vero e proprio reato penale.

Lara Celletti
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La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Attualmente presso l'IIS Ceccano FR tiene un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (edito dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone dove attualmente risiede)

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