PREZIOSI RESTI NELLA SORGENTE DI DON CHEI: ARTE, STORIA E CULTURA

Meravigliosa rivelazione

AMASENO – La siccità del periodo se da una parte preoccupa, dall’altra consente la visione di quello che è un vero e proprio museo all’aperto. Resti sicuramente romani, a causa del ritiro delle acque, sono infatti emersi dal cosiddetto “Pozzo della regina”, vicino la fonte di Don Chei. Stiamo parlando di una riserva d’acqua superficiale, una sorta di laghetto naturale, alimentato da una sorgente sotterranea che, talvolta, si prosciuga lasciando a vista i preziosi segni di un tempo lontano. Un bacino da cui si attinge ancora preziosa acqua, soprattutto per gli animali e per i campi. A considerare le modalità di realizzazione e visti i materiali usati, mattoni compattati con malta idraulica, si capisce che anche anticamente quel punto era sfruttato per la captazione delle acque. Infatti, come emerso da studi fatti, andava a rifornire l’antico acquedotto romano, di cui esistono altre tracce sul territorio, che si spingeva fino a Terracina. In quel luogo, inoltre, ricercatori locali fanno risalire anche la presenza di un vero e proprio complesso termale, successivamente trasformato, in epoca medievale, in punto di ristoro per pellegrini e viandanti in transito nella zona. In ogni caso, impianti di vario genere, usati per diversi scopi oltre quello dell’approvvigionamento idrico e della captazione delle acque. Non a caso, poco distante, si trova la cosiddetta Fontana degli Ammalati, dalle acque ottime e con proprietà terapeutiche. Ipotesi confermata anche in epoca recente, con analisi che hanno riconosciuto a quell’acqua caratteristiche diuretiche. Così, intorno alla sorgente, nel tempo si è sviluppata una zona turistica, con vari interventi di riqualificazione da parte del comune. Adesso, finchè non arriveranno abbondanti piogge, gli appassionati di storia potranno ammirare e studiare i resti romani affiorati. E chissà che si decida di musealizzare l’area prima o poi. 

Informazioni su Lara Celletti 1139 Articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (edito dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone dove attualmente risiede)

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