TROTE, CARPE, CAVEDANI ED ARBORELLE POPOLANO L’AMASENO PER LA GIOIA DEI PESCATORI MA LA MACROSTIGMA È IN VIA D’ESTINZIONE

GRAZIE AL DOTTOR GIANNANTONIO BONI PER QUESTO BELLISSIMO VIAGGIO TRA LE SPECIE SCONOSCIUTE DEL NOSTRO TERRITORIO

Non tutti sanno che nelle nostre zone, precisamente in molti punti dell’Amaseno, fiume di grande importanza perché citato da Virgilio nell’Eneide, esisteva (perché forse si è estinta) una trota molto rara che è un indicatore di pulizia delle acque, detta macrostigma.  Si tratta di un esemplare molto particolare suo nome indica il tipo di macchie circolari che la ricoprono rendendola inconfondibile,  la sua presenza inoltre rivela la purezza dell’acqua. Alcuni esemplari vennero filmati a Capo d’Acqua da un gruppo speleologico subaqueo. I sub infatti eseguirono molte perlustrazioni nel gomito sotterraneo di circa 30 metri e fecero straodinarie riprese in immersione. Fu scoperto anche un raro tritone e dei resti di interesse archeologico. Il dottor Giannantonio Boni fu il primo a segnalare queste presenze a tutela delle citate rare specie. Attualmente, in tutto il corso dell’Amaseno è possibile vedere ed anche pescare trote, carpe, cavedani, arborelle ed altre specie che vivono solo in acque pulite, negli anni passati esistevano anche fasolari d’acqua dolce e gamberetti. Questo fiume è molto pescoso e comodo per la sua conformazione e per i suoi argini tanto da essere inserito come oasi naturale dalla regione Lazio nel lontano 2000. La ragione? La Valle dell’ Amaseno non è stata mai sottoposta ad industrializzazione per cui è illesa. Come prima accennato, il primo a parlare della trota macrostigma è stato il medico Giannantonio Boni esperto in materia ittica che ha individuato la sua presenza nel bacino carsico di Capo d’acqua condividendone il valore. Ovviamente parliamo di esemplari rari che non possono essere pescati perché protetti ma probabilmente il loro destino è stato amaramente segnato dall’aumento della temperatura delle acque che più del resto ha influito sulla loro scomparsa. Naturalmente ci piace dire che per gli appassionati esiste il laghetto artificiale disponibile tutto l’anno per gare, battute di pesca alla trota,  mentre per i fiumi ci vuole la licenza per non incorrere in pesanti sanzioni. Tornando alla bellissima grotta subacquea di capo d’acqua per quanto riguarda i reperti archeologici sembra  siano stati inizialmente definiti pre romani ma l’ipotesi più plausibile è che siano dei resti di semplice ricciola manufatto ciociaro più recente. Sta di fatto che la nostra zona è molto ricca e va rispettata quindi invitiamo tutti a non abbandonare rifiuti nei boschi e nel fiume.

Informazioni su Lara Celletti 1098 Articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (edito dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone dove attualmente risiede)

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