Amaseno – Lo scalpore suscitato dalla singolare notizia della multa per “detenzione di galline” all’interno della propria abitazione del centro storico fatta ad un’anziana donna nel 2018, di dominio pubblico dopo la pubblicazione sull’albo pretorio on line del comune dell’ordinanza di ingiunzione di pagamento emessa dal responsabile del servizio di Polizia municipale di Amaseno, rischia di avere strascichi ben più ampi. Vediamo di capire il perché. La sanzione, emessa con tanto di sopralluogo dei vigili per accertare la violazione, fa riferimento all’art. 31 bis del Regolamento di Polizia Urbana del comune di Amaseno, evidentemente ancora in vigore. Non essendoci state modifiche alla norma regolatoria, significa in buona sostanza che bisognerebbe continuare a verificarne il rispetto ed eventualmente a sanzionare i contravventori. Che, a ben leggere nel dispositivo, potrebbero essere anche i proprietari di cani, gatti, maialini, canarini, criceti, pesciolini ed ogni altra specie di animali, se tenuti in casa o relative pertinenze e se all’interno della cinta urbana cittadina. <<E’ fatto divieto – recita l’art.31bis menzionato nell’ordinanza ed alla base della sanzione di 50euro alla donna – di tenere galline, conigli o altri animali di qualsiasi specie nei locali siti dentro il perimetro del centro urbano, delimitato dal piano regolatore generale. Le stalle ed i pollai attualmente esistenti nel centro urbano dovranno essere rimossi a cura e a spese dei proprietari o affittuari entro il termine di quattro mesi a iniziare dalla data di entrata in vigore del presente regolamento>>. Parliamo di un regolamento datato, degli inizi degli anni 2000, redatto forse per esigenze di decoro e di salubrità all’interno del centro storico. Oggi, però, appare a dir poco anacronistico e contrario alla libertà del possesso e della cura degli animali da affezione. Un articolo sicuramente da cambiare al più presto.
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