Conferimento del premio Sigillum castri al cittadino Pier Luigi Normalenti

parole emozionanti dalla bacheca social del sindaco Leonardo Ambrosi

“Un visionario, un instancabile volontario, un mecenate, un leader carismatico, un sognatore nell’accezione positiva del termine, per trent’anni promotore di ogni attività artistica e culturale nata a Castro dei Volsci; un genio sregolato, un custode della tradizione, un audace, un precursore dei tempi, un passionale. In altre parole un gigante. Tutto questo e non solo è Pier Luigi Normalenti, per tutti Piero. E questi tratti della sua personalità la nostra amministrazione comunale ha voluto riconoscergli conferendo Lui il Sigillum Castri, il premio istituito nel 2012 con il Sindaco Lombardi quale segno di riconoscenza per i cittadini, gli Enti o le associazioni di Castro dei Volsci che si sono distinte a favore della comunità nell’ambito della propria vita lavorativa, culturale, sociale o artistica. Mai una scelta collegiale è stata più facile, divisi unicamente tra chi sosteneva che forse già glielo avevamo dato in passato e chi si chiedeva come fosse possibile che ancora non gli era stato dato tale riconoscimento fino ad oggi. Parlare di Piero è per me fin troppo facile e sono cosciente di essere di parte. Piero è stato un punto di riferimento importante nel momento della mia prima elezione quando ad appena 23 anni da compiere ebbi per la prima volta la responsabilità di essere il vicesindaco di questa straordinaria comunità. In quegli anni mi ha insegnato a conoscere la complessa macchina amministrativa e mi ha affiancato nella gestione di quelle che erano le mie deleghe alla cultura e turismo, dalle quali non si è mai staccato, e nell’ambito delle quali lavorando a quattro mani abbiamo raggiunto risultati straordinari. Si deve a quella stagione in simbiosi tra me e Piero il raggiungimento di molti obbiettivi che hanno segnato il nostro borgo negli anni a venire: penso alla riproposizione del Palio del Concone nella formula dei Giorni dell’antico statuto, alle celebrazioni del cinquantesimo anniversario del monumento alla mamma ciociara, al protocollo d’intesa con l’associazione pro loco per garantire le visite del paese, alla valorizzazione della figura del nostro concittadino Nino Manfredi, alla cartellonistica turistica su tutto il territorio, al riconoscimento dell’Uva Cimiciara, all’ingresso tra i Borghi più belli d’Italia solo per citare alcuni esempi di quel quinquennio. Ma Piero non è stato solo il mio punto fermo. Lo è stato per almeno due generazioni di ragazzi del centro storico e non solo ai quali ha dato una valida alternativa alla monotonia di quegli anni. Chi stava con Piero, tra palanche e calcinacci da caricare, cantine da ripulire, manifesti da attaccare, cene e pranzi conviviali di certo non si annoiava e non aveva tempo di cadere in qualsivoglia tentazione. La forza dei suoi eventi è sempre stata la cooperazione e l’amicizia; un’amicizia fatta anche di feroci discussioni, scontri accesi e sinceri come quelli che nascono solo tra chi si sente parte della stessa causa, come succede in una famiglia unita. E proprio come in una famiglia Piero è stato sempre capace di tenere insieme tutti e di far dialogare anche gli opposti; di trasformare ogni scontro in un passo avanti. È questo il contesto in cui nasce la manifestazione che da quasi trent’anni più ci rappresenta, Il Paese diventa Presepe. Ha volato sempre alto, cosciente del fatto che questo territorio, in cui le industrie chiudono e l’agricoltura è stata flagellata, poteva salvarsi dallo spopolamento e dall’impoverimento solo scommettendo sul turismo, anche a costo di chiedere qualche sacrificio alle abitudini dei residenti. E Piero può dire senza possibilità di essere smentito di aver vinto questa scommessa. Le sue politiche e quelle delle amministrazioni che gli hanno dato fiducia hanno cambiato il volto del paese adeguandolo ai tempi e proiettandolo sugli scenari nazionali. Il più grande merito che va riconosciuto a Piero è proprio quello di aver sempre combattuto ogni forma di arroccamento e di chiusura, di aver capito che i tempi stavano cambiando e che bisognava superare le logiche delle contrade ed aprire le porte del nostro borgo per preservarlo. Oggi la società è cambiata, è aumentata la burocrazia, sono cambiate le generazioni e molte abitudini; lo spirito di volontariato ed il bisogno di aggregazione che aveva contraddistinto quegli anni è venuto in parte meno con l’avvento della tecnologia ed a causa dei ritmi sempre più frenetici. Ma le sue idee camminano sulle gambe di quest’amministrazione nata con la sua benedizione e che, in particolar modo nel campo della cultura e del turismo, ogni giorno si ispira al suo impegno, alla sua esperienza ed a quanto di buono ci ha lasciato adeguandoci ai tempi che inesorabilmente cambiano. Proprio così come lui per primo ci ha insegnato. Oggi non premiamo Normalenti il politico, ma l’uomo che tanto e bene ha fatto. Perché Piero è riuscito ad andare oltre la politica. La politica è stata per lui solo il mezzo per realizzare la sua idea di paese e di centro storico. Mi ha insegnato tanto e per certi versi mi sento un po’ un suo discepolo. Ed oggi, da Sindaco ed a nome di tutta la mia squadra, è stato per me motivo di emozione e di orgoglio premiarlo con il decimo Sigillum Castri. Grazie ancora una volta ed a nome di tutta la comunità per tutto ciò che hai fatto per i castresi e per Castro!” testo tratto dalla bacheca del sindaco Ambrosi

Informazioni su Lara Celletti 1833 articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara Oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, edito da CiociariaTurismo e finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (pubblicato dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone). Direttore di questo giornale on line dal titolo di testata AmasenoNews registrato in tribunale a Frosinone il 27 febbraio 2014, numero 123/14.