La vicenda della Certosa di Trisulti, situata nel cuore della Ciociaria, rappresenta uno dei capitoli più enigmatici del tentativo di Steve Bannon di esportare il “sovranismo americano” in Europa. Oggi, con l’emergere di nuovi dettagli dai cosiddetti Epstein Files (i documenti declassificati relativi a Jeffrey Epstein), quella trattativa italiana assume una luce ancora più sinistra. Ecco una ricostruzione giornalistica basata sui fatti dell’epoca e le recenti rivelazioni. C’è un filo rosso, sottile ma resistente, che collega l’austera Certosa di Trisulti a Collepardo con gli uffici dorati di Manhattan e le recenti, esplosive rivelazioni degli Epstein Files. Al centro di questo intreccio compare sempre lui: Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump, che tra il 2017 e il 2021 tentò di trasformare un monastero del XIII secolo nella “scuola per gladiatori” del sovranismo mondiale. l’intero affare fu denominato all’epoca: Il Caso Trisulti: L’Assalto al Patrimonio Italiano. Tutto ebbe inizio quando il Ministero dei Beni Culturali (MIBAC) affidò la gestione della Certosa al Dignitatis Humanae Institute (DHI), guidato dal britannico Benjamin Harnwell, braccio destro di Bannon. L’obiettivo dichiarato era fondare l’Academy for the Judeo-Christian West, un centro di formazione per futuri leader populisti europei. Tuttavia, l’operazione apparve subito opaca. Mentre Bannon prometteva milioni di dollari per restaurare il sito, le comunità locali e diversi esponenti politici iniziarono a denunciare anomalie procedurali. Moltissime le voci critiche in Parlamento attraverso interrogazioni e interventi accorati, e movimenti locali si evidenziò come l’assegnazione della Certosa fosse avvenuta in palese violazione del bando ministeriale. “La DHI non aveva personalità giuridica al momento dell’assegnazione, non aveva esperienza nella gestione di beni culturali e, soprattutto, era inadempiente nei pagamenti,” denunciavano gli atti parlamentari dell’epoca. Il sospetto già allora era: il rischio che un bene pubblico venisse svenduto a un’organizzazione privata con finalità puramente politiche, estranee alla tutela del patrimonio. Grazie a questa pressione istituzionale e alla mobilitazione popolare (le celebri “marce per Trisulti”), nel 2021 il Consiglio di Stato mise la parola fine alla vicenda, revocando la concessione e restituendo le chiavi della Certosa allo Stato. Il Nuovo Tassello: Steve Bannon e gli Epstein Files: Perché oggi torniamo a parlare di Trisulti? La risposta è contenuta negli oltre 3 milioni di documenti rilasciati tra il 2025 e l’inizio del 2026 dal Dipartimento di Giustizia USA (gli Epstein Files). Secondo le ultime rivelazioni, tra il 2018 e il 2019 – proprio negli anni caldi della trattativa per la Certosa – Steve Bannon avrebbe cercato il supporto e i finanziamenti di Jeffrey Epstein per sostenere la causa dei partiti sovranisti europei. I messaggi scambiati tra i due rivelano un Bannon intento a “raccogliere fondi” per figure di spicco della destra europea, promettendo un’influenza transnazionale che avrebbe dovuto avere il suo quartier generale proprio a Trisulti. Il sospetto dei ricercatori è che la Certosa non dovesse essere solo una scuola, ma uno snodo finanziario e ideologico alimentato da reti di potere opache, le stesse che frequentavano i salotti del defunto finanziere Epstein. Oggi la Certosa di Trisulti è libera da Bannon e dalle sue ambizioni globali. Ma le rivelazioni degli Epstein Files ci ricordano che quella “scuola per gladiatori” era solo la punta dell’iceberg di un progetto molto più vasto e inquietante.
questa è solo la prima parte.
