14 ottobre 2025 – Durante l’incontro tenutosi con il Ministero dell’Agricoltura, presso la Sala Verde del Masaf a Roma, convocato sulla Riforma PAC e bilancio europeo post 2027, il presidente di AGCI Agroalimentare, Antonello Capua, ha espresso forte preoccupazione per la proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) 2028–2034 avanzata dalla Commissione europea. Al tavolo, che ha visto la partecipazione delle principali organizzazioni di categoria, di Agea, di Raffaele Borriello e Giuseppe Blasi, Capo di Gabinetto e Capo Dipartimento politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale al Ministero, e del Ministro Francesco Lollobrigida che ha portato il suo saluto, Capua ha sottolineato il paradosso di dover discutere già oggi una riforma che rischia di compromettere i principi fondanti della PAC, mentre siamo ancora nel pieno del ciclo 2021–2027. “La nuova struttura della PAC sembra pensata per accogliere l’ingresso dell’Ucraina nell’UE, ma rischia di minare il concetto stesso di politica agricola comune,” ha dichiarato Capua. “Se questa è la direzione, siamo pronti a manifestare davanti alla Commissione europea.” Nel corso di un colloquio informale con il Commissario europeo Hansen, alla conferenza internazionale di Como il 1 ottobre scorso, Capua ha ribadito con fermezza la posizione del mondo cooperativo: “Se il Commissario ritiene che questa sia la strada giusta per la PAC, in accordo con le altre rappresentanze siamo pronti a manifestare ripetutamente sotto la sede della Commissione.” AGCI Agroalimentare, che rappresenta il mondo cooperativo agricolo italiano, ha evidenziato come il taglio del 22% delle risorse previste per l’Italia – da 39,9 a 31 miliardi di euro – sia insostenibile, soprattutto in un contesto di costi produttivi in forte aumento. Inoltre, la proposta di un Fondo unico nazionale e regionale (PNRF) rischia di cancellare la specificità della PAC, trasformandola in una politica frammentata e diseguale tra Stati membri. “Le cooperative agricole sono il cuore pulsante dei territori marginali e rurali,” ha aggiunto Capua. “Una riforma che riduce i fondi e aumenta la complessità amministrativa mette a rischio la tenuta sociale ed economica di intere aree del Paese.” AGCI Agroalimentare chiede al Governo italiano di difendere con determinazione una PAC equa, sufficientemente finanziata e realmente comune, che continui a sostenere il reddito agricolo, lo sviluppo rurale e la cooperazione come strumenti di resilienza e coesione. Il Ministero si è impegnato a elaborare un documento condiviso con le osservazioni delle organizzazioni presenti, da discutere prima della prossima riunione dell’Agrifish. AGCI Agroalimentare continuerà a vigilare e a farsi portavoce delle istanze del mondo cooperativo, affinché la riforma non diventi una regressione, ma un’opportunità di rinnovamento. Comunicato tratto dalla bacheca del dottor Antonello Capua.