Il crocefisso non è un ornamento ma un simbolo. Per quanto inflazionato ne sia e ne è stato l’uso, sarebbe il caso, in molte circostanze, di lasciarlo nelle chiese, al cattivo gusto non c’è limite. Ovviamente si tratta solo di un oggetto, semplicemente di un oggetto e tutto è relativo, essere cristiani è ben altro che portare una crocetta di metallo attaccata al collo e magari dimenticarne completamente il significato. Comunque, certe volte, ci vuole buon senso nelle cose, non si tratta di un oggetto apotropaico che protegge da malocchio e fatture, che porta bene e fa vincere tutte le lotterie, non si tratta di un oggetto decorativo adatto ad ogni abbigliamento ma è un simbolo di fede. Il crocefisso andrebbe messo addosso con rispetto e fede, soprattutto da persone di fede cristiana, che professano la fede in Cristo. A questo proposito ci siamo avvalsi di pareri di prelati ed esperti e forse sarebbe il caso di ricordare che la croce era uno strumento di tortura e morte, il Cristo crocefisso che gronda sangue sorretto dai chiodi, con in testa una corona di spiene non è un oggetto da indossare su un volgare décolleté o abitato a vestiti appariscenti ed impropri. Il crocefisso è un simbolo di fede e non un oggetto di moda. Si tratta di un simbolo strettamente appartenente alla fede cristiana che con la sua grande potenza semantica e simbolica domina borghi e città ergendosi per volontà umana su campanili e frontali di meravigliose chiese. Nelle classi scolastiche è stato tolto mentre al collo, su abbigliamento di discutibile gusto si può portare ? A forza di adeguarci stiamo perdendo identità storica.
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