Amaseno – Da giorni, la tranquillità di Amaseno è scossa da un’assenza che ha lasciato un vuoto nel cuore della comunità: quella di Rambo, il meticcio nero e bianco, corpulento e tozzo, diventato la mascotte non ufficiale del paese. Un cane amato da tutti, la cui scomparsa ha generato un’ondata di preoccupazione che è rapidamente degenerata in un vero e proprio giallo sui social network. Il problema, come spesso accade nell’era digitale, non è solo la sparizione, ma la diffusione incontrollata di voci e allarmi privi di fondamento. Mentre il simpatico Rambo risulta introvabile, sui social sono comparsi messaggi di disperazione che lasciano presagire il peggio: c’è chi crede che Rambo sia morto e che il suo decesso non sia stato accidentale, ma causato da un atto terribile, parlando persino di barbarie, tortura e possibili rituali di estrema violenza. Eppure, al di là delle speculazioni e delle affermazioni drammatiche, c’è un fatto oggettivo e cruciale che getta un’ombra su tutte le teorie più inquietanti: Rambo oppure il suo corpo non sono stati mai trovati. La questione è arrivata all’attenzione delle autorità locali. Sono intervenuti il Sindaco Ernesto Gerardi e il Luogotenente Gabriele Scarpa, che dirige la stazione dei Carabinieri di Amaseno, per cercare di far luce su un caso che, al momento, risulta irrisolto. La fontana, la zona dove il cane sarebbe stato visto morto, è stata perlustrata “in lungo e in largo con esito negativo”. Le voci, però, continuano a circolare, trasformando una scomparsa in un procurato allarme. Ed è qui che le autorità chiedono un fermo e urgente passo indietro. Abbandonare il cadavere di un animale in pieno centro urbano non è legale, e per lo smaltimento di un cane di taglia media come Rambo, che non passa inosservato, è richiesto l’intervento dell’ASL. Il monito del Sindaco e del Comandante dei Carabinieri è chiaro e si rivolge direttamente a chi sta alimentando l’isteria social: non bisognerebbe mai dare allarmi inquietanti senza le prove. Procurato allarme e affermazioni mendaci sono reati molto gravi. “Chiediamo alle persone che stanno scrivendo che il cane è morto – ribadiscono le autorità – di essere coerenti e di dare una prova di un fatto gravissimo che stanno facendo passare per tortura e barbarie. Si forniscano notizie oggettivamente riscontrabili”. Fino a prova contraria, l’assenza del corpo apre a scenari decisamente meno nefasti. Rambo potrebbe essersi allontanato volontariamente o, come in molti ad Amaseno amano pensare, potrebbe aver trovato un nuovo padrone che ora se ne prende cura, al sicuro lontano dai clamori. Mentre il paese spera che la verità venga a galla, l’unico desiderio, espresso da molti concittadini, è che per Natale si possa avere la bella notizia che Rambo abbia trovato un padrone e che stia bene. Ripetiamo, se non ci sono prove della morte del cane, se non ci sono elementi per stabilire eventuali responsabilità sarebbe il caso di non spaventare con messaggi mendaci e legalmente discutibili la popolazione perché la tranquilla cittadina, inclusiva ed accogliente, non merita di essere etichettata come un luogo poco sicuro, dividere la realtà in categorie alimenta pre concetti e questo è molto grave. Chi ha le prove per fugare ogni dubbio si facesse avanti perché non è giusto usare un povero innocuo cane per scatenare dissing politici e sociali e far sembrare questo paese lo scenario di fatti orribili. Ma a quanto pare il popolo della rete vive di favole metropolitane senza prove sparate in rete solo per il gusto di creare confusione.