Anche il Consiglio di Stato da ragione al comune di Amaseno nell’appello presentato dalla ditta Lavorgna srl contro la sentenza del Tar per il Lazio, sezione staccata di Latina, del 22 ottobre 2022 n. 815. La camera di consiglio riunitasi lo scorso 22 febbraio ha, infatti, deciso di respingere l’appello perché ritenuto infondato, decisione resa pubblica lo scorso 20 marzo. La ditta in questione aveva sollevato dubbi di legittimità sul provvedimento di aggiudicazione della procedura aperta dalla Centrale unica di committenza di Ceccano, Patrica ed Amaseno per l’affidamento del servizio di raccolta differenziata nel comune di Amaseno e degli altri atti del procedimento di gara. Contestualmente, aveva chiedendo il subentro nel contratto di appalto o, in subordine, il risarcimento del danno per equivalente, da quantificarsi in corso di causa nella misura del mancato utile e del cosiddetto danno curriculare patito. In buona sostanza è stata contestata dalla società ricorrente la modalità di definizione e, quindi, di attribuzione del punteggio premiale sulla cui base è stata di fatto affidata la gara, vinta poi da un’altra ditta nel settembre 2022, la Servizi Ambiente srl, che ha conseguito il punteggio di 89,34, contro quello di 87,92 riconosciuti alla società Lavorgna. Nulla di fatto, però, visto che i giudici d’appello del Consiglio di Stato, ascoltate le memorie delle parti in causa, non hanno ritenuto fondato l’appello. Il Comune di Amaseno ne esce quindi vincitore ed in suo favore il Consiglio di Stato ha condannato l’appellante al pagamento delle spese del giudizio quantificate in 6.000 euro, oltre agli accessori di legge e rimborso spese generali al 15%. <<Siamo sicuramente contenti della decisione del Consiglio di Stato – ha dichiarato il sindaco di Amaseno Ernesto Gerardi – E’ stata confermata la legittimità della gara fatta dalla Centrale di Committenza, su cui non avevamo dubbi, ma la cosa che ci dà sicuramente maggiore serenità>>.
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