E’ inserita nel piano regolatore generale come zona turistica, eppure qualcuno continua a considerarla una discarica. Stiamo parlando della zona di Don Chei dove, in passato, la fonte che vi fuoriesce, con la Fontana degli ammalati, cosiddetta per le sue presunte doti terapeutiche, era in grado di attirare molti visitatori. Intorno alla sorgente, la nascita di diversi punti di ristoro e di altre attività che lasciavano ben sperare per la crescita turistica del paese. Adesso, invece, l’area sembra preda dei soliti incivili che finiscono col gettarvi rifiuti di ogni genere. A pochi metri dalla Fontana degli ammalati e dal pozzo della Regina, alimentati dalla stessa sorgente, una vera e propria discarica a cielo aperto è visibile a chi si ferma e guarda nel terreno sottostante la strada. Bottiglie, lattine, contenitori in plastica, sacchi neri che potrebbero contenere qualunque cosa, si sono accumulati nel tempo cagionando una vera ferita al territorio ed a quanti, diversamente, lo amano. Non è certo la prima volta che accade, nonostante i tentativi di bonifica da parte dell’amministrazione comunale c’è chi continua a commettere questi atti di inciviltà che, in realtà, sono da configurarsi come dei veri e propri reati ambientali, perseguibili dalla legge. Le sole plastiche, col tempo, non si distruggono ma si trasformano in microcomponenti che poi risalgono la catena alimentare fino ad arrivare a noi. Per non parlare degli altri contaminanti, pronti ad inquinare terreni e falde acquifere. Simili comportamenti non possono più essere tollerati, anche se il comune provvedesse ogni volta alla pulizia, perché i costi si ripercuoterebbero sull’intera comunità. Se proprio bisogna spendere dei soldi, meglio sarebbe riqualificare il sito in ottica turistica, evidenziando i resti dell’acquedotto romano che da lì iniziava per raggiungere Terracina.
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