Nella giornata del ricordo delle vittime delle foibe non è mancato il contributo della comunità di Amaseno. Come ogni anno, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ernesto Gerardi ha tenuto una piccola ma toccante cerimonia ai piedi del Monumento ai caduti realizzato nella centralissima piazza XI Febbraio. Lunedì scorso, ad indossare la fascia di primo cittadino è stato l’assessore Mario Colagiovanni, con lui l’onorevole Massimo Ruspandini, i carabinieri della stazione di Amaseno insieme al loro comandante Gabriele Scarpa, rappresentanti dell’associazione dei carabinieri in congedo, dell’associazione dei bersaglieri in congedo, della protezione civile “EC Amasenus”, oltre diversi cittadini che hanno voluto partecipare al profondo momento del ricordo delle tristi vicende legate ai massacri delle foibe ed all’esodo giuliano dalmata, alla fine del secondo conflitto mondiale. Per non dimenticare quei terribili fatti frutto dell’odio e della violenza che la guerra sempre porta con sé e che per troppo tempo sono stati tenuti nell’oblio. Alla fine del secondo conflitto mondiale, i partigiani jugoslavi (ozna) in zona d’Istria, Dalmazia, Friuli Venezia Giulia, ammazzarono tra le 3.000 e le 5.000 persone, addirittura alcune fonti parlano di 11.000 morti. Persone barbaramente uccise, spesso seviziate e gettate infine nelle foibe, depressioni carsiche a forma di grande conca chiusa. Una strage per troppo tempo tenuta insabbiata e dimenticata, troppe le vittime perché non le si ricordasse degnamente, italiani come gli altri. Il giorno del ricordo è stato istituito con apposita legge solo nel 2004, proprio per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”
