Piccoli Furti al Cimitero: segnali di Profonda Inciviltà e Mancanza di Rispetto


Micro – Furti Sacrileghi al Cimitero

Un episodio sconcertante ha scosso la comunità di un paese dell’entroterra dell’area ovest, dove una donna in visita al cimitero per commemorare un caro estinto prematuramente, ha scoperto con amarezza che alcuni oggetti personali e di affetto erano stati trafugati dalla tomba. Non si trattava di beni di valore economico, ma di piccoli pupazzetti, ricordini e vasetti, posti con amore a fianco della lapide. Un gesto vile che lascia un profondo senso di vuoto, dolore, amarezza e impotenza, e solleva interrogativi inquietanti sullo stato di inciviltà raggiunto. “Chi è quel vile che ruba pupazzetti e ricordini alle tombe? O vasetti di bronzo e statuette votive? Ma a che punto siamo arrivati?” Sono le domande che sorgono spontanee di fronte a un simile scempio. Il furto di oggetti posti a memoria dei defunti non è solo un reato contro la proprietà, ma un atto di profonda irriverenza e mancanza di rispetto verso i morti e i loro cari, un affronto alla sacralità di un luogo di riposo eterno e di memoria. L’episodio non è isolato. Da anni, i cimiteri sono purtroppo teatro di furti indiscriminati, con il rame che viene sottratto in quantità massiccia. Questo fenomeno, già di per sé grave, assume una connotazione ancora più deplorevole quando si tratta di oggetti di valore affettivo, simboli di un legame che trascende la vita. La scarsa cristianità di tali gesti è evidente: profanare un luogo sacro, violare il dolore altrui e sottrarre simboli di affetto è in totale antitesi con i valori di pietà, rispetto e compassione che dovrebbero guidare la nostra società. Un simile squallore è difficile da commentare, ma è fondamentale denunciarlo con forza. È un campanello d’allarme che ci ricorda come, in alcuni settori della società, si sia persa la bussola del rispetto, dell’empatia e del senso civico. È necessario che le autorità intensifichino i controlli e che la comunità si mobiliti per condannare fermamente questi atti, affinché i cimiteri possano tornare ad essere luoghi di serena memoria e non di profanazione. Il cimitero è posto, costruito su terra consacrata, il cimitero è un luogo in cui riflettere e pregare. Naturalmente nessuno si recherebbe dalle forze dell’ordine per denunciare il furto di un pupazzo pagato sei euro, oppure di un vasetto pagato al massimo trenta euro, ecco perché ci si trova in una situazione difficilmente risolvibile che crea inquietudine e dolore perché mettere un piccolo oggetto sulla tomba di una persona cara vuol dire che si ha il bisogno di mantenere un legame.

Informazioni su Lara Celletti 1832 articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara Oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, edito da CiociariaTurismo e finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (pubblicato dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone). Direttore di questo giornale on line dal titolo di testata AmasenoNews registrato in tribunale a Frosinone il 27 febbraio 2014, numero 123/14.