POFI – Un incubo a tappe che non accenna a finire e che, con il picco del caldo estivo, trasforma l’indignazione dei residenti in vera e propria esasperazione. In Via Colle Quartarano, arteria viaria del comune di Pofi, l’acqua potabile continua a sgorgare copiosa sull’asfalto e nelle vicinanze, vanificando ogni tentativo di riparazione e lasciando la comunità di fronte all’ennesimo scempio ambientale ed economico.
A distanza di settimane dalla denuncia lanciata dai cittadini lo scorso 18 luglio, la situazione non solo non è migliorata, ma rischia di precipitare. L’ultimo intervento effettuato dal gestore idrico appena una decina di giorni fa si è rivelato la solita “toppa” provvisoria: poche ore e il manto stradale è tornato a riempirsi d’acqua, riproponendo uno scenario già visto lo scorso dicembre. Oggi, però, l’aggravante del caldo torrido rende questo spreco un peccato intollerabile. Un bene prezioso sprecato mentre il territorio soffre la siccità. In un momento in cui i comuni limitrofi si trovano a fare i conti con la scarsità idrica, la siccità e i razionamenti con rubinetti a secco nelle ore serali, a Pofi la risorsa più preziosa scorre a fiumi verso il nulla. Quell’acqua sottratta alla collettività – e regolarmente pagata con bollette sempre più care – avrebbe potuto dissetare i campi arsi dal sole, sostenere gli allevamenti stremati dalla calura o servire per la salute pubblica. Invece, finisce per disperdersi tra i detriti dell’asfalto. Oltre all’impatto ambientale, esplode la questione sicurezza. Il flusso continuo sta sgretolando la carreggiata: l’asfalto si solleva e si spacca, nascondendo sotto il velo d’acqua buche profonde che rappresentano un pericolo costante per automobilisti, motociclisti e ciclisti. Stanchi di rincorrere chiamate al call center e promesse mai mantenute, i residenti e i pendolari dicono basta agli “interventi-tampone”. Dopo innumerevoli solleciti rimasti inascoltati, la cittadinanza chiede a chi di dovere di occuparsi di questa situazione assurda che dura da troppo tempo.