Sembrava proprio che dovesse diventare un altro tesoro dimenticato, preda solo del degrado e dell’oblio, nonostante la sua bellezza ed importanza storico-architettonica. Ponte Sant’Aneglio per ora è salvo, anzi, sarà riportato al suo massimo splendore e, soprattutto, messo in sicurezza, andandone a consolidare la struttura. La bella notizia ce l’ha data lo stesso sindaco Ernesto Gerardi. Se ne occuperà la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, cui sono stati destinati 600.000 euro direttamente dal Ministero della Cultura. Si tratta delle tre annualità dei fondi di bilancio stanziati per il programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027 del Ministero, 200.000 ad anno. Cosa che lascia pensare a profondi interventi che daranno splendore e visibilità alI’opera. Stiamo parlando di un ponte di epoca romana situato nella zona dei Farneti, parte sopravvissuta di un antico acquedotto che da Amaseno raggiungeva Terracina. Una bellissima opera di interesse archeologico, architettonico e paesaggistico realizzata sul fiume Amaseno, facilmente raggiungibile dalla provinciale Guglietta-Vallefratta come da una strada comunale interna. <<Sono anni che sento parlare di risistemare il ponte di Sant’Aneglio – ha detto il primo cittadino – Adesso, finalmente si potrà fare, grazie alle risorse ministeriali messe a disposizione della Soprintendenza. Un risultato non giunto per caso, piuttosto frutto di un lavoro di squadra in cui hanno collaborato l’assessorato alla cultura della dott.ssa Sabrina Mastromattei e quello al turismo di Mario Colagiovanni come degli uffici comunali, in particolare gli ingegneri Bianchi e Panetta del nostro servizio LLPP, e del geom.Marco Ruggeri dell’Ufficio tecnico. A dimostrazione della sinergia esistente tra le varie componenti comunali>>. Presto un incontro tra la Soprintendenza ed i responsabili del Comune per decidere il da farsi. Si comincerà, poi, con la progettazione e le indagini preliminari dell’Intervento di consolidamento e ripristino delle strutture emergenti al fine di porre fine al degrado, scongiurarne il crollo e renderlo fruibile al pubblico.
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