Saranno sepolti nel cimitero militare di Cassino i resti del militare tedesco ritrovati qualche settimana fa sulle montagne di Amaseno, in località Civitella. La consegna dell’urna contenente le ossa e la piastrina del fante tedesco, conservate fino ad allora con cura presso il municipio, è avvenuta lo scorso mercoledì nella sala del sindaco Ernesto Gerardi, alla presenza del luogotenente Garbriele Scarpa, comandante della stazione dei carabinieri di Amaseno e del segretario comunale, dott.ssa Daniela Falso. A prendersene carico il dott. Eugenio Pezza, responsabile del cimitero germanico di Cassino e delegato del Volksbund che si occupa appunto dei servizi di onoranze funebri dei caduti tedeschi in guerra. Come dicevamo, adesso le spoglie del soldato, ancora non identificato nelle generalità, saranno tumulate nel cimitero militare di Cassino, poi si provvederà alla ricerca di eventuali familiari che potranno decidere se lasciarlo a Cassino, aggiungendo però nome e cognome, o provvedere ad un rientro in patria. Lo prevede un accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Federale di Germania sancito dalla legge 801 del 1957 sulle tombe di guerra. <<Voglio ringraziare vivamente tutti coloro che si sono prodigati per il miglior esito di questa vicenda – ha detto il sindaco Ernesto Gerardi – a partire dai membri dell’associazione Metal Detector Amaseno che hanno segnalato il ritrovamento, i carabinieri della locale compagnia che hanno provveduto ad organizzare una piccola spedizione per il recupero dei resti insieme ad un responsabile della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Lazio, l’antropologo dott. Pantano, la protezione civile di Amaseno che ha partecipato alle operazioni di recupero, la Procura di Frosinone e, chiaramente, il dottor Pezza delegato Volksbund. Un lavoro sinergico, di squadra che ha premesso in breve tempo di consegnare le spoglie del soldato tedesco ritrovato sulle nostre montagne. Siamo molto sensibili a queste vicende, visto che noi stessi, come comune, diversi anni fa, nel 2003, abbiamo consentito il rientro delle spoglie di un nostro concittadino, il bersagliere Fernando Capua, morto sulle rive del Don nel 1942 a soli vent’anni>>.
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