Mercoledì 7 agosto il sangue di San Lorenzo ha iniziato il prodigio. Si è cominciato a sciogliere nel tardo pomeriggio ma già da ieri si è certi del miracolo. Il grumo scuro e solido che giace sul fondo di un’ampolla di vetro di epoca romana si è liquefatto, ha ripreso l’aspetto di sangue vivo, rosso, proprio come quello che fu raccolto, come leggenda vuole, da alcuni miliziani della valle dell’Amaseno insieme a ceneri e grasso, durante il martirio del diacono avvenuto nel 258 per mano dell’imperatore Valeriano. Il miracolo si è compiuto in grande compostezza, senza grossi clamori, perché a quel prodigio il popolo di Amaseno è abituato da secoli, e sa che è una manifestazione della sua fede verso il patrono. L’evento del sangue di San Lorenzo è uno dei più importanti della provincia di Frosinone, ma è un fatto squisitamente religioso, è legato all’identità della terra stessa perché anticamente Amaseno era solo un fiume citato da Virgilio nell’XI libro dell’Eneide mentre la parte abitata si chiamava Castrum Sancti Laurentii, poi San Lorenzo in valle. Il paese quindi portava il nome del diacono martire, il San Lorenzo a cui si lega, come detto, l’identità di Amaseno. San Lorenzo vuol dire: fede, arte, tradizione e cultura, paese in festa e soprattutto l’evento dello scioglimento del Sangue del santo martire che si trasforma da solido a liquido in poche ore, a testimonianza del martirio. Fenomeno che avviene tra l’8 ed il 10 agosto, ogni anno, con certezza da almeno 400 anni, come riportano i primi documenti che parlano del miracolo, tra cui una bolla papale. Anche se non si sa se il miracolo della liquefazione si compisse anche in precedenza. Perché, in realtà, l’ampolla contenente il sangue del diacono viene citata nell’atto di consacrazione della collegiata gotico-cistercense di Santa Maria del 1177, atto di consacrazione ancora esistente e consultabile, preziosissimo documento storico scritto su pergamena bifrontale in latino e volgare, tra l’altro uno dei primi esempi di volgare italiano. Il sangue viene citato insieme ad un dettagliato elenco di reliquie, pure contenute tra le navate della chiesa e, con esse, anche l’ampolla contenente sangue, grasso e cenere del diacono. Ebbene, anche quest’anno, il grumo nero che giace sul fondo all’ampolla vitrea, non sigillata ermeticamente, ha cambiato consistenza, senza che nessuno lo agitasse o toccasse. Si è trasformato assumendo le sembianze di sangue appena uscito da una ferita aperta. Questa sera anche il vescovo della diocesi di Frosinone, Mons.Ambrogio Spreafico, verrà a testimoniare la grandezza della fede di Lorenzo tenendo la messa serale e la benedizione solenne insieme al custode della reliquia, il parroco Don Italo Cardarilli.
Foto scattata il 9 agosto pomeriggio da Lara Celletti
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