Altri venti ettari di verde, tra sterpaglie, macchia mediterranea ed oliveti sono stati distrutti da un incendio scoppiato nel tardo pomeriggio di lunedì nella località Zanella, sulle montagne di Amaseno. C’è voluta l’intera mattinata di martedì per avere la meglio sulle fiamme, divampate proprio dove, appena una settimana fa, era stato fermato il terribile rogo che ha mandato in cenere oltre settanta ettari di vegetazione. I primi ad intervenire per arginare le fiamme, come sempre, sono stati i volontari della protezione civile “Ec Amasenus” coordinati dal presidente Angelo Panici, dotati di autobotte e di vari mezzi antincendio. Poco dopo, il tempo di arrivare da Frosinone, si sono recati sul posto in forze i vigili del fuoco di Frosinone, con un’autobotte e due altre squadre attrezzate, preoccupati per la presenza di due abitazioni nelle vicinanze del rogo. Grazie agli interventi degli uomini a terra ed al prezioso ausilio di un elicottero della Protezione civile regionale, il pericolo per le case è stato scongiurato, sebbene la paura sia stata molta perché le fiamme sono state spente ad una decina di metri da uno dei due casolari. Vegliate per tutta la notte le abitazioni, solo il mattino seguente sono riprese le operazioni di spegnimento, ancora con l’intervento di un elicottero, dei vigili del fuoco e dei volontari di protezione civile, utilissimi anche a rifornire la vasca AIB sistemata all’interno del campo sportivo per il prelievo aereo dell’acqua. Il bilancio del danno ambientale, quindi, cresce raggiungendo i cento ettari di verde, prezioso per la nostra stessa sopravvivenza ma purtroppo non tenuto nella dovuta considerazione da chi provoca certi autentici disastri che rappresentano un vero e proprio reato. Perché, come nel caso del rogo della settimana scorsa, anche adesso si sospetta che dietro l’innesco dell’incendio ci sia la mano dell’uomo.
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