Interessante il convegno tenutosi sabato scorso a Palazzo Benedetti sulla grotta sommersa di Capo d’Acqua ed altre cavità carsiche del territorio. Si è così appreso che “La Grotta della Bambola” è ormai censita al catasto regionale e che la sua recente scoperta è stata riconosciuta al gruppo di speleologi (Giuseppe Masiello, Matteo Parente, Martina Magiore, Giulio Venditti) guidati sul posto da Simone Cioè, appassionato scalatore del posto ed, a questo punto, anche appassionato speleologo. Tutto ruota intorno alle montagne di Amaseno, capaci di regalare sculture naturali dovute all’azione dell’acqua. Di cavità carsiche, qui, ce ne sono tante, alcune ben note come la Risorgenza di Capo d’Acqua, di grande valenza didattica per gli speleosub. La grotta della Bambola, invece, è un’autentica new entry dell’incantevole mondo sotterraneo. Chiamata così perché al suo ingresso c’era proprio una bambola, vi si accede da un pozzo di una ventina di metri, poi in orizzontale per una sessantina di metri, fino ad una stanza molto ampia, ricca di vele, stalattiti e stalagmiti. A raccontarlo, un esperto del settore, l’ingegnere e speleologo Francesco Papetti che ha voluto sottolineare che dopo la messa in sicurezza della grotta, ci sarà ancora da indagare: <<Perché l’esplorazione di una grotta è lenta, va fatta un passo alla volta, ci vuole tempo e competenza>>. Parole da cui si intuisce che la Grotta della Bambola potrebbe riservare altre piacevoli sorprese. Proprio come accaduto per la grotta sommersa di Capo d’Acqua, dettagliatamente illustrata nel corso dell’incontro. Inizialmente si pensava che finisse a 150 metri, oggi si è arrivati ai 400 metri esplorati ed ancora potrebbe esserci qualcosa oltre dei piccoli passaggi che si intravedono. Addirittura potrebbe sfociare in un immenso lago sotterraneo, come pure da qualcuno ipotizzato. Ringraziamenti al sindaco Ernesto Gerardi ed ai tanti amministratori presenti, propensi anche ad una scuola di speleosub in loco.
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