C’è grande apprensione all’interno del comparto trainante dell’economia della valle dell’Amaseno, vale a dire il settore dell’allevamento bufalino. Il motivo risiede nel mancato ritiro da parte dei caseifici fuori zona, in particolare del pontino ma anche del casertano e del beneventano, del latte consegnato quotidianamente. Una situazione che si protrae da più di due settimane e che rischia di mettere in ginocchio gli allevatori, preoccupati di non riuscire a coprire le spese di gestione delle proprie aziende. Dal latte, dal suo prezzo, dipende la copertura dei costi e la remunerazione del lavoro. Lasciarne una parte invenduta rischia di non far rientrare delle spese gli imprenditori. Va detto, però, che esistono i contratti con i caseifici che prevedono una stagionalità del latte, pagato circa 2 euro in estate ed 1,60 euro d’inverno, quando le quantità stabilite sono comunque di meno. Negli ultimi anni, però, la forte richiesta di mozzarella aveva consentito anche a chi produceva in esubero, di piazzare il latte. Adesso, invece, i caseifici sono saturi. Chi è fuori del dop ha grosse scorte congelate. Per quanto riguarda i caseifici che producono mozzarella dop, il discorso è più delicato. In base al disciplinare va usato latte fresco ma di fatto, in inverno, si vende meno di mozzarella, come se ne è venduta di meno a maggio e giugno di quest’anno e dello scorso anno. C’è preoccupazione in paese, ed arrivano i primi attestati di solidarietà. <<Il gruppo consiliare Per Amaseno esprime solidarietà e vicinanza a tutti gli allevatori bufalini della valle dell’Amaseno in questo grave momento di crisi – è la nota dell’opposizione – E’ una crisi difficile che potrebbe compromettere l’intero comparto mettendo in ginocchio l’economia prevalente della nostra valle, quella del settore bufalino, costruita negli anni dai nostri allevatori con sacrifici e fatica. Saremo vicini a tutti gli operatori del comparto bufalino e sosterremo tutte le loro iniziative necessarie a scongiurare questo pericolo>>.
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