Gerardi e la sua maggioranza scelgono l’Auricola come eventuale location della casa della comunità

L’Auricola sede della casa di comunità di Amaseno. E’ questa l’intenzione del sindaco Ernesto Gerardi, emersa chiaramente in aula nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Facciamo ordine. Come spiegato dallo stesso primo cittadino, nella dichiarazione prima del voto, Amaseno era inizialmente destinatario di fondi PNRR per circa 900.000 euro per la realizzazione di una casa della Comunità nei locali dell’ex Ipab “De Luca”, nel frattempo passato alla Asp di Frosinone. L’iter era stato avviato dalla passata amministrazione Como,  e sembrava tutto fatto. Poi l’avvicendamento amministrativo al comune, e l’inattesa decisione della Regine Lazio di stornare quei fondi con il rischio che sfumasse definitivamente la possibilità per Amaseno di avere un presidio sanitario sul territorio. “Sin dal mio insediamento – le parole del sindaco Gerardi – mi sono immediatamente attivato insieme all’assessore Mastromattei affinché ciò non accadesse. Attraverso un intenso lavoro istituzionale e politico, un continuo confronto con la direzione generale della Asl di Frosinone e con la Regione Lazio, abbiamo avuto rassicurazioni da parte della Asl sul fatto che la casa di comunità di Amaseno restasse nell’atto aziendale della stessa, evitando che Amaseno venisse escluso dalla programmazione sanitaria territoriale”. Così è stato, il progetto di far nascere una casa di comunità ad Amaseno è rimasto nelle intenzioni della Asl e della Pisana, tanto che le buone notizie sono poi arrivate. “Successivamente abbiamo ottenuto un risultato ancora più importante – ha continuato il primo cittadino – la Regione Lazio ha individuato nuove risorse economiche per la realizzazione dell’opera, portando il finanziamento complessivo a circa un milione e 800.000 euro, il doppio delle risorse inizialmente previste”. Ora al Comune rimaneva solo da decidere dove farla nascere, offrendo i locali in comodato d’uso. Sfumata la possibilità dell’ex “De Luca”, rigettata una proposta della minoranza di sistemarla nel complesso delle ex scuole elementari di via Madonna delle Grazie, la scelta del sindaco e della maggioranza di dare finalmente una destinazione “sociale” ai beni confiscati alla criminalità organizzata sul colle dell’Auricola e dati al comune da quasi un decennio, inutilizzati ed inutilizzabili per vari motivi, tra cui la necessità di sanatorie edilizie. “Non ci siamo fermati all’aspetto economico – ha spiegato ancora Gerardi – Abbiamo ritenuto opportuno proporre una diversa localizzazione della struttura, individuando un sito di proprietà comunale, nella zona della collina dell’Auricola, nella quale sono presenti il Santuario e immobili acquisiti al patrimonio pubblico dopo confisca alla criminalità organizzata. Beni inutilizzati a causa delle ingenti risorse necessarie per il loro recupero. La scelta di localizzare qui la futura casa di comunità assume quindi un valore che va ben oltre la realizzazione di una struttura sanitaria. Significa dare concreta attuazione al principio secondo cui i beni confiscati alla criminalità organizzata devono essere restituiti alla collettività attraverso finalità sociali. Significa trasformare questi beni in luoghi dedicati alla salute, alla prevenzione e all’assistenza ai servizi per i cittadini. Significa restituire dignità e vita ad un’area oggi in stato di abbandono , valorizzando un patrimonio pubblico che diversamente rischierebbe di continuare a deteriorarsi. Desidero esprimere un sincero ringraziamento alla Regione Lazio, al Presidente Rocca, all’assessore al bilancio Righini, alla consigliera Alessia Savo, presidente della Commissione Sanità ed al consigliere Daniele Maura che hanno creduto in questo progetto stanziando le risorse necessarie per un’opera così importante. Allo stesso modo si ringrazia l’Asl di Frosinone, nella persona del dott. Arturo Cavaliere che ha dimostrato attenzione verso il nostro territorio, condividendo il percorso intrapreso e accogliendo la proposta dell’amministrazione comunale facendo in modo quindi da restituire piena dignità e una concreta funzione sociale ai beni confiscati alla criminalità organizzata, trasformandoli in un luogo dedicato alla salute, alla prevenzione, all’assistenza”. Il sito è comunque distante qualche chilometro dal centro, a detta dell’opposizione e di altri cittadini quindi scomodo da raggiungere. Un problema ritenuto evidentemente secondario e risolvibile per la maggioranza che punta innanzitutto a ridare funzionalità ad un luogo che altrimenti rischia di cadere nell’abbandono più profondo, sebbene incantevole.

Informazioni su Lara Celletti 1842 articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara Oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, edito da CiociariaTurismo e finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (pubblicato dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone). Direttore di questo giornale on line dal titolo di testata AmasenoNews registrato in tribunale a Frosinone il 27 febbraio 2014, numero 123/14.